Cabras, dopo più di 30 anni chiude la storica e unica cartolibreria "La Sirenetta"
La titolare Daniela Camedda il 31 ottobre saluterà i suoi tantissimi clienti. «Lascio un pezzo di cuore»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Gli scaffali sono quasi tutti vuoti. La fotocopiatrice è già stata portata via. Ci sono sparsi i cartelli con su scritto "Sconti del 50 %". E poi lacrime, dispiacere e già tanta nostalgia. A Cabras, dal prossimo 31 ottobre, chiude i battenti la storica cartolibreria "La Sirenetta", l’unica presente nel paese, un punto di riferimento per la comunità locale che per tantissimi anni ha fornito libri di testo e cancelleria di ogni tipo a famiglie e studenti. Dietro al banco, ancora per qualche giorno, c'è la titolare Daniela Camedda, 57 anni. Sta per chiudere definitivamente quella porta che ha aperto il 19 aprile del 1992.
«Ne avevo 22 di anni all'epoca - racconta mentre consegna ancora colori, penne e tempere - Lasciare per sempre ciò che ho creato mi dispiace e non poco. La mia è stata una scelta sofferta e ponderata, maturata nel giro di qualche anno». Daniela Camedda riavvolge il nastro per raccontare cosa è accaduto: «Fino al 2000 non ho mai avuto nessun tipo di problema, le persone spendevano. Chi entrava per una penna, usciva sempre con qualcosa in più. Ma soprattutto c'era un bel guadagno dalla vendita dei libri di testo. Poi, con l'euro, le persone hanno iniziato a fare i conti, a spendere sempre meno e a fare gli acquisti su internet. Senza parlare della concorrenza dei grandi magazzini presenti ad Oristano e delle tasse che aumentavano». L'ammazzata è arrivata con la pandemia. «Il Covid ci ha abituato, vista la chiusura di tutti i negozi, a fare gli acquisti online. Anche per le cose più piccole. Per è stata una tragedia. Poi è diminuito anche il guadagno sui libri di testo e ho capito che era arrivata l'ora di dire basta». In questi giorni i clienti passano anche solo per un saluto. Sono dispiaciuti di non poter più acquistare nella storica cartolibreria dove sono cresciute generazioni di ragazzi.
«Ma dispiacerà molto anche a me - racconta Daniela Camedda con le lacrime agli occhi - Per me il negozio non era solo lavoro, ma anche un luogo di accoglienza, un posto dove chiacchierare con le persone. Un modo per stare assieme alla mia famiglia. In tutti questi anni non è mai mancato l’aiuto dei miei genitori, di mio fratello. delle mia cugine e nipoti. Lascio qui un pezzo del mio cuore». Per i cabraresi l’ennesimo servizio che verrà a mancare.
