Pontile di Cala Luna sotto sequestro, il barcone coi turisti attracca sulla sabbia
Inutilizzabile l’infrastruttura che consentiva di far approdare i visitatori in sicurezza e preservando l’ambientePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sembra di essere tornati indietro di qualche stagione estiva quando, a causa dell’assenza del pontile, i turisti e visitatori venivano riversati direttamente in spiaggia dai barconi che erano costretti ad approdare a pochi metri dal bagnasciuga. Con annessi problemi di sicurezza e per l’ambiente.
Oggi a Cala Luna, spiaggia gioiello dell’Ogliastra, la situazione si è ripetuta, proprio all’indomani del sequestro del pontile eseguito da carabinieri e Guardia di finanza su mandato della Procura di Lanusei. All’origine della decisione c’è un esposto del Comune di Baunei secondo cui il Comune di Dorgali, concessionario del pontile in quanto vincitore di un bando, non era autorizzato a eseguire i lavori per costruirlo.
La contesa tra le due amministrazioni va avanti da anni e oggi a rimetterci è stata la spiaggia. La pensano così le guide che gestiscono il portale Viaggio in Sardegna. Nella pagina Facebook gestita da Sara Muggittu e Marco Bellu proprio oggi è stata pubblicata la foto di un barcone appena arrivato in spiaggia: «Ieri il pontile è stato posto sotto sequestro, nel frattempo i barconi continuano ad approdare direttamente sull’arenile. Siamo ancora a maggio, e il via vai è già intenso».
«Questa spiaggia – scrivono – è uno dei luoghi più straordinari della Sardegna e forse proprio per questo porta con sé un peso enorme: quello di essere contesa, rivendicata, amministrata da lontano da chi spesso non ne sente il respiro. La vertenza tra Dorgali e Baunei non è nuova. Ma ogni anno, puntualmente, torna a galla e a rimetterci è sempre Cala Luna. Non siamo qui per dare torto o ragione a nessuno – spiegano -. Siamo qui perché la conosciamo, la portiamo con noi nelle escursioni, la raccontiamo a chi viene da lontano sperando di trovarla intatta. E crediamo che due comunità radicate in questo territorio abbiano tutto l’interesse — e tutta la capacità — di trovare una strada comune. Una gestione condivisa, trasparente, che metta davvero al centro la tutela del luogo e non la difesa di competenze».
