L’estate in Sardegna ha un copione ormai consolidato: ombrelloni accalcati, file ai chioschi, spiagge prese d’assalto fin dalle prime ore del mattino. Che il turismo di massa sulla riva del mare sia diventato opprimente per molti è un fatto noto.

È per questo che, sempre più spesso, gli itinerari consigliati da guide e travel influencer spingono verso l’interno, alla ricerca di una vacanza da sogno lontano dal caos della costa. Si svelano così luoghi a lungo rimasti nell’ombra: piscine d’acqua dolce, cascate, gole silenziose e scorci dove l’unico rumore in sottofondo è stato, per secoli, il lento gocciolio dell’acqua sulla roccia.

Negli ultimi anni, tuttavia, anche questi mistici santuari di pace si stanno trasformando in parchi giochi all’aperto. Centinaia di persone – turisti che arrivano da lontano, spesso guidati dai social – si riversano in vallate incontaminate senza alcun rispetto per ecosistemi estremamente fragili.

E ora anche gli influencer frenano: «Meglio non sovraesporre i siti».

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