Il bando per incentivare nuove rotte aeree da e per la Sardegna entra nella fase operativa. È stato pubblicato oggi, 28 ottobre, nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il nuovo avviso della Regione, che mette a disposizione 11,4 milioni di euro per il biennio 2027-2028.

Da questo momento dunque le compagnie possono presentare le proprie proposte per attivare collegamenti dagli aeroporti di Cagliari-Elmas, Olbia Costa Smeralda e Alghero-Fertilia.

Il cambiamento principale rispetto al precedente bando, che non ha riscosso grande successo, riguarda il metodo con cui saranno individuate le nuove rotte: non sarà più la Regione a predisporre un elenco di destinazioni ammissibili, ma saranno direttamente i vettori a proporre i collegamenti sui quali intendono investire.

«Lasciamo maggiore libertà di iniziativa ai vettori, che conoscono le potenzialità commerciali delle diverse destinazioni e possono proporre collegamenti coerenti con i propri programmi di sviluppo», spiega l'assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca. «La Regione mette a disposizione le risorse e definisce le condizioni per sostenere questi investimenti, nel rispetto delle regole europee sugli aiuti di Stato».

Prima finestra per presentare le manifestazioni di interessa aperta per un mese, sino al 28 novembre. Le eventuali successive finestre saranno poi comunicate sul sito della Regione, in base alle risorse ancora disponibili.

Tra le innovazioni introdotte figurano anche la semplificazione delle procedure istruttorie e l'apertura di più finestre temporali per la presentazione delle candidature, così da offrire alle compagnie maggiori opportunità di partecipazione. La valutazione comparativa delle proposte sarà necessaria soltanto in presenza di più candidature sulla stessa rotta oppure qualora le richieste di finanziamento superino le risorse disponibili.

La dotazione finanziaria complessiva è pari a 11.409.423,14 euro, di cui 6.164.852,51 euro per il 2027 e 5.244.570,63 euro per il 2028. Gli incentivi potranno coprire fino al 50% dei diritti aeroportuali relativi ai nuovi collegamenti, per un periodo massimo di due anni, nel rispetto delle condizioni stabilite dalla normativa europea.

«Abbiamo ascoltato le esigenze manifestate dalle compagnie e lavorato per costruire uno strumento più flessibile, semplice e capace di adattarsi alle dinamiche del mercato», ha aggiunto Manca. 

(Unioneonline)

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