Una stanza, un giovane in evidente stato di alterazione e una dinamica tutt’altro che lineare. È dal secondo episodio, quello ritenuto più complesso, che prende forma il procedimento giudiziario che porterà un maitre originario del Sassarese davanti al tribunale collegiale di Nuoro nel mese di aprile. Il Gup, Alessandra Ponti, ha disposto il rinvio a giudizio dell’uomo, accusato di violenza sessuale nei confronti di due uomini per fatti che sarebbero avvenuti nella primavera del 2023 in una struttura ricettiva di Dorgali.  Per evitare qualsiasi possibilità di identificazione delle persone offese, non vengono riportati i nomi dell’imputato né quelli delle presunte vittime. 

Secondo l’accusa, all'inizio di maggio 2023 l’imputato avrebbe approfittato delle condizioni di inferiorità psicofisica di un giovane di 23 anni, alterato dall’assunzione di alcol, inducendolo a subire e compiere atti sessuali contro la sua volontà. Una scena che appare paradossale: pur essendo la persona offesa fisicamente la parte attiva del rapporto, la Procura di Nuoro, ritiene che l’iniziativa e la costrizione siano state dell’imputato, che avrebbe sfruttato l’incapacità del giovane di opporsi. Una ricostruzione che la difesa contesta, sostenendo che il rapporto fosse consenziente. Su questo episodio, come sull’altro, è stato disposto un incidente probatorio. In quella sede entrambe le presunte vittime hanno reso dichiarazioni, precisando il proprio orientamento eterosessuale e ribadendo l’assenza di consenso.

Pochi giorni prima un episodio molto simile, anche questo contestato al maitre.  Era la fine di aprile 2023, l’imputato avrebbe costretto con violenza e minacce un uomo di 26 anni a subire atti sessuali, trattenendolo e toccandolo nonostante l’esplicito dissenso. Solo dopo alcuni minuti la presunta vittima sarebbe riuscita ad allontanarlo. Secondo la Procura, l’uomo avrebbe poi continuato con avances e minacce per impedirgli di parlare. Entrambe le presunte vittime si trovavano nel Nuorese per la stagione lavorativa, circostanza che, secondo l’accusa, le avrebbe rese particolarmente vulnerabili in un contesto lontano dai propri luoghi di origine. L’imputato è difeso da un collegio composto dagli avvocati Alberto Angelo Tavera, Francesco Lai e Sebastian Cocco. Le presunte vittime si sono costituite parti civili, assistite dall’avvocato Nicola Floris. Sarà il processo, al via ad aprile a Nuoro, a fare piena luce su una vicenda complessa e delicata.

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