Nuoro, la denuncia: «Centro trasfusionale del San Francesco a rischio»
A lanciare l’allarme è il consigliere comunale e provinciale Pierluigi Saiu: «Da ottobre un solo medico a disposizione. Ma non si tratta di un semplice reparto, qui in ballo c’è il funzionamento dell’intero ospedale»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«La Regione annuncia assunzioni, ma Nuoro perde medici. Così si mette a rischio il funzionamento dell’ospedale: da ottobre la Medicina Trasfusionale rischia di rimanere con un solo medico strutturato all’ospedale San Francesco di Nuoro». A dirlo è il consigliere comunale e provinciale Pierluigi Saiu: «Mentre la presidente della Regione Alessandra Todde continua ad annunciare piani straordinari e migliaia di assunzioni nella sanità sarda, la realtà racconta una storia molto diversa - attacca l’esponente di centrodestra - . La Asl di Oristano, con determinazione dirigenziale n. 614 del 15 luglio scorso, ha infatti assunto a tempo determinato una delle due dottoresse oggi in servizio a Nuoro, utilizzando una graduatoria che avrebbe dovuto contribuire a rafforzare il San Francesco e che, invece, produce l’effetto opposto».
La denuncia di Saiu prosegue: «È difficile spiegare ai cittadini che una procedura nata per assumere medici finisca per togliere personale proprio all’ospedale che ne ha più bisogno».
I fatti parlano da soli. Lo scorso 27 marzo Ares aveva bandito una selezione per assumere a tempo determinato specialisti in Medicina Trasfusionale. Un solo medico aveva scelto la Asl di Nuoro, ma poi ha rinunciato all’incarico. Successivamente la Asl di Oristano, attingendo da quelle stesse graduatorie (in particolare da quella per la Asl del Sulcis), ha assunto proprio una delle due dottoresse attualmente in servizio al San Francesco, presente in quella graduatoria. Il risultato è paradossale.
«Una procedura pensata per reclutare personale - sostiene Saiu - finisce per indebolire uno dei reparti più delicati dell’ospedale di Nuoro. Il problema non è soltanto la carenza di medici specialisti. Il problema è il modo in cui vengono gestite le professionalità disponibili. Se un reparto già in gravissima sofferenza perde uno dei suoi due medici strutturati - spiega l’esponente di centrodestra - significa che il sistema di reclutamento e distribuzione del personale non sta tutelando le strutture più fragili, ma continua a penalizzarle. Anche recentemente abbiamo ascoltato gli annunci della presidente Todde su un piano di assunzione di 500 medici. Il punto è che oggi quei medici non ci sono. E proprio per questo la gestione delle risorse disponibili dovrebbe seguire criteri di priorità, salvaguardando prima di tutto i servizi essenziali. Invece accade il contrario. Si svuotano i reparti che già operano in condizioni di emergenza».
«Se la Medicina Trasfusionale del San Francesco si ferma, non si blocca un semplice reparto - ragiona ancora Saiu - . Si mette a rischio il funzionamento dell’intero ospedale. Senza il Centro Trasfusionale non possono essere garantite in sicurezza attività fondamentali come il Pronto Soccorso, la Chirurgia, l’Ostetricia e numerose altre prestazioni indispensabili. Per questo chiediamo un intervento immediato della presidente della Regione. Occorre impedire che il Centro Trasfusionale di Nuoro rimanga con un solo medico e che il San Francesco sia a rischio. Quel reparto non può reggersi solo sulle convenzioni, molto onerose, fatte con altre aziende sanitarie. La presidente Todde, che è anche assessore regionale della Sanità, ha il dovere di governare questi processi e di assicurare che il personale venga distribuito secondo criteri che tutelino i presìdi che più hanno bisogno. A cominciare proprio da Nuoro, che oggi rappresenta sicuramente la prima emergenza del sistema sanitario regionale».
