Nuoro, finisce il gasolio al Podda: alunni a casa e famiglie infuriate
Nelle classi non si sarebbe raggiunta la temperatura minima di 16 gradiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Mattinata di disagi oggi a Nuoro per alunni e famiglie della scuola primaria “Ferdinando Podda”, costretti a un’uscita anticipata a causa della mancanza di gasolio per il riscaldamento.
Con le temperature rigide e le aule al di sotto dei limiti minimi previsti dalla legge, le attività didattiche sono state interrotte e i bambini sono rientrati a casa già alle 10:30.
L’episodio ha immediatamente acceso la polemica politica. Sui social, l’opposizione è andata all’attacco dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco del Movimento 5 Stelle. Tra i più critici il consigliere Pierluigi Saiu, che ha puntato il dito contro il Comune per non aver provveduto in tempo al rifornimento di gasolio della caldaia della scuola.
«Mentre parlate di dimensionamento scolastico e di come fate finta di difendere la scuola sarda – scrive Saiu – ricordatevi almeno di portare il gasolio nelle scuole».
Secondo quanto riferito, nelle classi non si sarebbe raggiunta la temperatura minima di 16 gradi, rendendo impossibile la prosecuzione delle lezioni in condizioni di sicurezza e comfort.
L’assessore comunale all’Istruzione, Domenico Cabula, ha confermato il problema ma ha cercato di rassicurare: il gasolio era effettivamente terminato, ma il rifornimento è già stato effettuato e le lezioni riprenderanno regolarmente.
La giornata, però, è stata segnata anche da altre proteste nel mondo della scuola nuorese: hanno scioperato infatti il liceo scientifico e gli studenti del liceo socio-pedagogico e musicale “Satta”, in un clima generale di forte tensione.
Intanto dalla dirigenza scolastica del Podda è arrivata una nota ufficiale che chiarisce le motivazioni dell’uscita anticipata. Nel documento, firmato dalla dirigente scolastica professoressa Miria Cucca, si legge che il provvedimento è stato adottato “in via cautelativa e temporanea” a seguito della non conformità delle condizioni microclimatiche, così come previsto dalla normativa vigente in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e nelle scuole. La comunicazione è stata inviata anche al sindaco di Nuoro, affinché valutasse l’eventuale emanazione di un’ordinanza di chiusura del plesso, con l’auspicio di un immediato rifornimento della caldaia per evitare ulteriori disagi alle famiglie. Un episodio che, al di là della soluzione annunciata, riaccende il dibattito sulla gestione degli edifici scolastici e sulla necessità di garantire servizi essenziali senza interruzioni, soprattutto quando in gioco ci sono la salute e il diritto allo studio dei più piccoli.
