Si spopolano i paesi, si spolano le città e si sopola tutta la Sardegna, ma si spopola anchel'Europa. Quali soluzioni per l'isola? Le suggerisce il sindaco di Quartu S.Elena, Graziano Milia: "Contro lo spopolamento le soluzioni sono due: o si fanno più figli o si portano persone da fuori". Ma soprattutto si cerca di andare avanti uniti e coesi, per imporre alla politica una inversione di marcia e puntare su soluzioni concrete, che combattano lo spopolamento, ma soprattutto per dare impulso allo sviluppo. "Città e Paesi" è stato un dialogo tra sindaci, per costruire un futuro condiviso, per una Sardegna più coesa, più giusta, più lungimirante, organizzato dall'associazione Nino Carrus, che ha visto protagonisti  il sindaco di Quartu, Graziano Milia, quella di Fonni, Daniela Falconi (presidente regionale dell'Anci), Patrizia Carta, sindaca di Abbasanta, Manuela Pintus, sindaca di Arborea e Rita Zaru, sindaca di Noragugume. Il dibattito è stato coordinato da Gilberto Marras.  Ha aperto il padrone di casa, il sindaco di Macomer Riccardo Uda, che ha subito messo in evidenza la situazione legata alle ferrovie. "Sulla linea ferroviaria che si vuole realizzare tra Abbasanta Nuoro, condivido la filosofia. Quel tracciato farà però danno al centro Sardegna, perché taglia fuori le aree industriali di Macomer e Ottana.

E' necessario il dialogo". Graziano Milia, sindaco di Quartu: "La Sardegna si sta spopolando, tranne Olbia e la Gallura, che stanno già pagando prezzi altissimi, come stanno pagando Alghero e altre zone costiere. Non abbiamo capito le conseguenze della globalizzazione. Le politiche stanno abbandonando la Sardegna. Non sappiamo cosa diventare. Occorre fare scelte coraggiose e in questo contesto l'autonomia sta diventando un peso". Patrizia Carta, sindaca di Abbasanta: "I paesi si sopolano e per quelli che rimangono c'è quasi il nulla, in particolare c'è l'esigenza dei servizi che mancano".  Manuela Pintus, sindaca di Arborea: "Abbiamo modellato la nostra comunità con cooperative, prociamo il latte, carne, riso, ortofrutta. Non basta più. E' necessario attivare il rapporto con le altre comunità e soprattutto con i centri grandi". Rita Zaru, sindaca di Noragugume: "Rigenerare la nostra comunità è difficile. Occorrono risorse, occorre mantenere i servizi e la capacità di generare lavoro. La chiusura delle scuole è stato un bene, perchè con appena cinque bambini non c'era la possibilità di crescita. Abbiamo quindi deciso di accorpare tutto nelle scuole di Dualchi. Una scelta difficile, ma che riteniamo necessaria". Daniela Falconi, sindaca di Fonni, presidente regionale Anci: "Spopolamento? Direi desertificazione. Nei centri storici ci sono case abbandonate, mancano i  servizi e le imprese che non nascono. C'è la desertificazione umana e politica. Chi va via vince, chi resta si rassegna. Gli amministratori comunali sono diventati erogatori di bonus. Ci dobbiamo inventare i servizi, che non sono tutti uguali, comunque sono scatole che non sappiamo gestire". Rosanna Carboni, presidente dell'associazione Nino Carrus: "L'incontro è servito a dare una spinta maggiore e portare un contributo per lo sviluppo concreto della nostra isola, quindi cercare di frenare lo spopolamento. Andiamo avanti lavorando in maniera coesa e con lungimiranza". 

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