Effetto valanga nel dibattito sulla 126esima edizione della Festa del Redentore a Nuoro. Dopo la nota del vicepresidente Antonello Cucca e dell’opposizione contro l’assessore Natascia Demurtas, arrivano le dimissioni della presidente della Commissione Cultura, Paola Siotto, esponente di maggioranza del Movimento 5 Stelle. Un passo che, pur non dichiarato apertamente come atto polemico, arriva in un clima di evidente tensione con l’Assessorato alla Cultura guidato da Natascia Demurtas (Pd).

Una decisione che (in realtà è precedente alla nota di Cucca) pesa negli equilibri della maggioranza e che si inserisce nel pieno delle polemiche sul programma della manifestazione, approvato nei giorni scorsi dalla Giunta senza un conforto e tener conto delle indicazioni della commissione. La stessa Siotto, senza entrare nel merito dello scontro, ha comunque precisato: «Ribadisco il mio pieno sostegno al sindaco», lasciando intendere una posizione articolata all’interno del quadro politico cittadino.

A sollevare le critiche più dure è il Vice Presidente della Commissione Cultura e capogruppo del gruppo “Nuoro. A capo”, che accusa l’Amministrazione di aver gestito «senza visione» l’evento più rappresentativo della città. Nel mirino finisce il contenuto del programma, definito «l’ennesima occasione mancata» e descritto come «un copia-incolla privo di progettualità», con «l’unica differenza rappresentata dalla firma del dirigente del settore».

Al centro delle contestazioni quindi il mancato recepimento delle indicazioni emerse durante la Commissione Cultura del 27 febbraio, alla quale avevano partecipato anche esponenti della maggioranza. In quell’occasione erano state avanzate proposte sulla revisione del percorso, sulla durata dell’evento e sulla necessità di rilanciare la manifestazione in chiave più innovativa. Indicazioni che, secondo Cucca, «sono rimaste completamente inascoltate».

Non meno duro il giudizio sul metodo adottato. Viene contestata l’assenza dell’Assessore durante i lavori della Commissione e si fa riferimento a incontri ristretti con alcune associazioni, escludendone altre. «Un quadro opaco e poco rispettoso dei principi di trasparenza e partecipazione», viene evidenziato. Tra i nodi irrisolti torna inoltre quello del ruolo dei cavalieri. Anche nella precedente edizione erano stati esclusi dalla benedizione del Vescovo davanti alla Cattedrale, con un percorso deviato verso vie secondarie. Una scelta definita «incomprensibile», che «mortifica una componente storica e identitaria della festa» e che, secondo quanto denunciato, «non risulta essere stata oggetto di alcuna revisione nel programma approvato». Cucca denuncia lo svuotamento del ruolo della Commissione Cultura, le cui funzioni consultive e di indirizzo politico-amministrativo sarebbero state «completamente calpestate».

Un’accusa che, dopo le dimissioni della presidente Siotto, assumono un peso più importante. Le dimissioni della presidente della Commissione e le critiche dell’opposizione riaccendono così il confronto politico su uno degli eventi più identitari per la comunità nuorese, aprendo interrogativi anche sulla tenuta dei rapporti all’interno della maggioranza.

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