Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, confermato il carcere per gli indagati
I tre arrestati si sono avvalsi della facoltà di non risponderePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Rimangono in carcere Nabil Nassif, Sebastiano Lamacchia e Paolino Patteri dopo gli interrogatori di garanzia seguiti all’operazione di giovedì dei carabinieri del Comando provinciale di Nuoro e del Norm di Siniscola, coordinati dalla Procura, nell’ambito dell’inchiesta su un presunto sistema di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Questa mattina gli arrestati sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari, dove si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
L'unico a rendere dichiarazioni spontanee, Nabil Nassif, 29 anni, marocchino, che davanti al gip Giovanni Angelicchio, ha respinto il ruolo di promotore dell’organizzazione, sostenendo di non essere stato il collettore di alcuna rete. Ha spiegato che gli stranieri si rivolgevano a lui soltanto perché conosceva la lingua italiana e li aiutava nei rapporti con gli uffici pubblici. Ha inoltre sostenuto che tutte le somme di denaro transitate sui suoi conti erano tracciabili. Proprio la movimentazione di denaro costituisce però uno dei tanti elementi raccolti dagli investigatori e al centro dell’inchiesta coordinata dalla sostituta procuratrice Sandra Maria Benedetta Picicuto.
Per la Procura, Nabil, in un solo anno avrebbe fatto transitare solo su un conto Postepay oltre 100 mila euro, superando proprio il limite di 100 mila euro di accrediti possibili, tanto che un bonifico da 10 mila euro in entrata venne bloccato dall'istituto di credito. Nabil è difeso dall’avvocato Aldo Petta, mentre Paolino Patteri è assistito dagli avvocati Giovanni Mossa e Giovanni Angelo Colli e Lamacchia dall'avvocata Caterina Zoroddu.
Isalina Leone difesa dall’avvocata Sabrina Lardieri, raggiunta dalla misura cautelare dell’obbligo di firma, sarà interrogata domani mattina. Tra gli indagati figurano anche due dipendenti dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Orosei.
Per l’utilizzo di documenti contraffatti o alterati, invece, nel registro degli indagati sono stati iscritti anche undici ciattidini stranieri. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Sandra Maria Benedetta Picicuto e condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Nuoro e del Norm di Siniscola, erano partite nell’aprile 2025 dopo l’attentato dinamitardo ai danni del dirigente del Suape del Comune di Orosei, Efisio Roych.
Gli investigatori ritengono di avere accertato l’ingresso irregolare di almeno 26 cittadini provenienti da Marocco, Tunisia ed Egitto, mentre per ogni pratica sarebbero stati richiesti fino a 5.200 euro. Ora l'indagine, dopo i sequestri di materiale ritenuto utile dagli investigatori, prelevato martedì in comune e nel cloud dell'amministrazione di Orosei e mercoledì negli uffici della Prefettura, potrebbe far emergere altri casi.
