Ichnusa, Giraglia, Bunifazziu: tre navi Moby (che dovrebbe garantire il servizio), tre blocchi per impossibilità di coprire la tratta. E Sardegna e Corsica, distanti poco più di 10 chilometri, non sono collegate l’una all’altra. «Un segnale allarmante di una situazione fuori controllo», attacca Confindustria. 

L’associazione degli industriali «esprime forte preoccupazione per la sospensione del collegamento marittimo tra Santa Teresa Gallura e Bonifacio, una tratta strategica per la mobilità di lavoratori, autotrasportatori e imprese che operano quotidianamente tra Sardegna e Corsica».

Lo stop alle corse «sta producendo gravi ripercussioni economiche e organizzative, compromettendo scambi commerciali essenziali e mettendo a rischio la continuità operativa di numerose attività produttive. Una situazione che non può essere considerata episodica né imprevedibile», accusa Confindustria, «ma che evidenzia criticità strutturali nella programmazione e nella gestione dei collegamenti marittimi».

Secondo gli industriali «si rende indispensabile avviare una revisione profonda del modello di gestione di questi collegamenti marittimi, puntando su una programmazione di medio-lungo periodo, su investimenti adeguati e su un sistema di controlli preventivi in grado di evitare il ripetersi di criticità come quella attuale. Le imprese sarde non possono continuare a pagare il prezzo di inefficienze e ritardi che penalizzano la competitività del territorio e minano la fiducia nel sistema dei trasporti. Garantire collegamenti marittimi affidabili non è solo una questione di mobilità, ma è una condizione essenziale per lo sviluppo economico, l’occupazione e la coesione territoriale».

(Unioneonline)

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