La Regione può tagliare il prezzo del carburante per i residenti: «Lo permette la legge, ecco come»
Mozione di Fratelli d’Italia: «L’intervento previsto dalle norme nazionali e approvato dalla Corte costituzionale: necessario agire subito»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La Regione può tagliare il prezzo dei carburanti alla pompa per i residenti in Sardegna. Lo permette una legge: basta che per farlo utilizzi risorse proprie. A scartabellare norme, precedenti e sentenze della Corte costituzionale è stato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Antonello Floris, primo firmatario di una mozione sostenuta da tutti i colleghi di partito.
«Nell’Isola il problema è strutturale: trasporti più costosi, meno alternative e una dipendenza quasi totale dal carburante. Per questo motivo, la Regione non può restare ferma né far finta di niente», spiega Floris. Che nel testo dell’atto destinato a impegnare la Giunta, depositato in Consiglio regionale, scende nel dettaglio dell’eventuale provvedimento.
Il riferimento normativo, innanzitutto: «L’articolo 3, comma 15, della Legge 28 dicembre 1995, n. 549, e le successive integrazioni, come il Decreto-Legge 28 dicembre 2001, n. 452 (convertito con modificazioni dalla Legge 27 febbraio 2002, n. 16). Commi e testi vari che, in sintesi, stabiliscono una cosa: alle Regioni a statuto ordinario e speciale è riconosciuta «la facoltà di
disporre, con propria legge, la “riduzione del prezzo alla pompa” dei carburanti per i cittadini residenti. Tali interventi devono essere finanziati con risorse regionali, nel rispetto della normativa statale e dell'Unione Europea».
Il Friuli Venezia Giulia aveva fatto leva su quelle leggi per intervenire sul prezzo alla pompa con un contributo destinato agli automobilisti. E nel 2011 la Consulta aveva riconosciuto la legittimità della decisione: «La Corte», spiega Floris, «ha chiarito che tali misure, se configurate come un contributo al consumatore finale e non come un'esenzione fiscale diretta, non invadono la competenza esclusiva statale in materia di tributi».
Stando alla mozione, un eventuale intervento della Regione non costituirebbe “un aiuto di Stato” che verrebbe bocciato dall’Europa: «Un intervento è qualificabile come aiuto di Stato solo se incide sugli scambi tra Stati membri, concede un vantaggio selettivo a determinate imprese e falsa o minaccia di falsare la concorrenza», come stabilito dalla Corte costituzionale. Mentre «un contributo generalizzato ai cittadini residenti per l'acquisto di carburante per uso privato difficilmente integra tali presupposti».
Non solo: la Sardegna aveva già tagliato il prezzo di benzina e diesel per i residenti. Era accaduto. ricorda Floris, quando al governo della Regione c’era Mauro Pili. Inoltre «l'adozione di misure regionali straordinarie per mitigare il caro-carburanti appare non solo opportuna, ma necessaria per dare concreta attuazione al principio costituzionale di insularità e per sostenere l'economia e la società sarda in un momento di particolare criticità».
Per questo Fratelli d’Italia impegna la Giunta regionale «ad avviare, con la massima urgenza, una valutazione tecnica, economica e giuridica per definire un modello di intervento finalizzato alla riduzione del prezzo finale dei carburanti per i cittadini residenti in Sardegna, ai sensi della normativa vigente» e «a istituire un sistema di contributi o agevolazioni, finanziato con adeguate risorse regionali, che possa essere operativo nel più breve tempo possibile, specificando le modalità operative (es. tessere sconto, rimborsi, ecc.) e i criteri per l'individuazione dei beneficiari».
Nella mozione non si parla di coperture finanziarie per l’eventuale operazione. La palla passa alla Giunta Todde.
