Incubo cervi e cinghiali sulle strade sarde: incidenti raddoppiati negli ultimi 5 anni
Ben 5.800 quelli provocati dalla fauna selvatica in 5 anni. Sindaci divisi: allargare le maglie della caccia o ricorrere alla tecnologia?Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Le probabilità di schiantarsi in velocità contro la fauna selvatica che attraversa le strade sarde sono paurosamente cresciute. Un pericolo particolarmente sentito nell’ex provincia di Cagliari (Sulcis Iglesiente e Medio Campidano compresi) ma che riguarda con numeri importanti anche il resto dell’Isola: Alghero, Arzachena, Sassari e Olbia in particolare. Tre persone sono morte negli ultimi due anni a Pula, Ploaghe e Illorai.
Nell’ultimo quinquennio sono stati denunciati nell’Isola 5.800 incidenti stradali che hanno coinvolto la fauna selvatica: praticamente raddoppiati, considerato che nei cinque anni precedenti erano stati circa tremila.
La Regione ha stabilito le linee guida per preparare i piani provinciali e metropolitani sul contenimento della fauna selvatica. E no, il far west di sparatorie dei cacciatori non è nel programma.
Tra gli amministratori, invece, non manca chi si schiera per la soluzione più radicale. «La Regione ha scaricato il problema sui Comuni», s’innervosisce Ignazio Locci, presidente del Cal (Consiglio delle autonomie locali) e sindaco di Sant’Antioco, che guida la schiera di primi cittadini che vogliono allargare le maglie della caccia al cinghiale.
Da Pula, Walter Cabasino è su posizioni più morbide: «Un professionista sta dando le ultime limature a un progetto», spiega il sindaco, «per il quale la Regione ci ha assegnato 208mila euro. Prevede otto dissuasori da sistemare lungo la Statale 195, in punti di attraversamento della fauna individuati da Forestas».
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