Tempio Pausania perde ancora abitanti: la città scende sotto quota 13mila
Anche nel 2025 il saldo demografico resta negativo, in linea con quanto avviene in molti centri della GalluraPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Tempio Pausania continua a perdere abitanti. Anche nel 2025 il saldo demografico resta negativo, in linea con quanto avviene in molti centri della Gallura, dove il calo delle nascite non viene più compensato dai movimenti migratori. Al 31 dicembre scorso i residenti iscritti all’anagrafe comunale erano 12.967, contro i 13.122 dell’anno precedente e i 13.238 del 2023. In due anni la città ha dunque visto ridotta la popolazione di 271 persone. Il trend discendente non è recente: dal 2018 la popolazione è stabilmente scesa sotto quota 14 mila, quando per la prima volta si passò a 13.726 residenti, dopo i 14.052 del 2017. A pesare è soprattutto la dinamica naturale. Nel 2025 sono nati 51 bambini, a fronte di 328 decessi. Numeri in linea con quelli degli anni precedenti: 54 nati nel 2024 e 50 nel 2023.
I flussi migratori hanno contribuito solo in parte a limitare le perdite: il tasso era stato negativo nel 2024 (-9) e nel 2023 (-3) e tutto lascia pensare che anche l’ultimo anno si sia chiuso con lo stesso segno. In controtendenza il dato sui matrimoni: nel 2025 se ne sono celebrati 39, di cui 23 religiosi e 16 civili, nessuna unione civile. Nel 2024 erano stati 23, nel 2023 invece 35. A Tempio continua inoltre a reggere la scelta del rito religioso, mentre in altri comuni galluresi prevale ormai quello civile. La popolazione è quasi perfettamente divisa tra uomini (6.474) e donne (6.493), ma è la struttura per età a destare maggiore preoccupazione.
Oltre la metà dei residenti, il 53,27 per cento, ha più di 51 anni. La fascia tra 26 e 50 anni conta 3.632 persone, mentre i giovani sono una minoranza: 1.588 sotto i 18 anni e 839 tra 19 e 25. I dati demografici delineano l’immagine di una città che invecchia per l’allungamento della vita ma senza un adeguato e sufficiente ricambio generazionale. Un dato che incide sulla scuola, con il rischio di un progressivo calo delle iscrizioni, sul mercato del lavoro e sui servizi sanitari e sociali, chiamati questi a rispondere a una domanda crescente legata all’anzianità della popolazione.
