Si sono chiuse ieri sera, in piazza Popoli d’Europa, le celebrazioni per i cent’anni dalla nascita di Rafael Neville Rubio-Argüelles, V conte di Berlanga y del Duero, il visionario spagnolo che fondò Porto Rafael e contribuì a cambiare la storia turistica non soltanto di Palau, ma dell’intera Gallura. Il quarto e ultimo appuntamento è stato dedicato alla presentazione di Punta Sardegna – Porto Rafael. Sognare è Vivere. Il sogno realizzato da Rafael Neville, volume digitale promosso dal Comune di Palau e destinato successivamente anche alla stampa.

A guidare una serata molto partecipata è stato il giornalista Francesco Giorgioni, che ha ripercorso le origini del borgo attraverso fotografie, documenti e testimonianze raccolte tra quanti conobbero Rafael o ne condivisero l’avventura. Ad aprire l’incontro col presentatore Giorgioni, l’assessora Giulia Parisi. Tra gli interventi anche quello di un nipote di Neville e la testimonianza di Franceschino Bardanzellu, tra le prime persone conosciute da Rafael alla fine degli anni Cinquanta. Fu allora che il conte, facendo inizialmente base a La Maddalena, scoprì Punta Sardegna e riconobbe in quel tratto di costa il luogo immaginato per il suo sogno.

Le celebrazioni erano iniziate il 19 agosto nella chiesetta di Santa Rita, una delle prime costruzioni volute da Neville nel nascente borgo: qui l’urna con le sue ceneri, trasferita dal cimitero di Palau, è stata tumulata e benedetta dal parroco don Paolo Pala. Il 21 agosto, giorno esatto del centenario della nascita, la tradizionale festa nella piazzetta di Porto Rafael ha rievocato l’atmosfera conviviale dei compleanni di Rafael, quando nel borgo si incontravano protagonisti della politica, dell’industria, della finanza, delle professioni, del cinema e dell’arte. Il 22 agosto, poi, la Fortezza di Monte Altura ha ospitato il seguitissimo concerto di Mario Biondi, uno degli eventi di maggiore richiamo del programma. Quattro giornate diverse, unite da un unico filo: restituire alla comunità la memoria di un uomo che seppe vedere prima di altri le potenzialità di quella costa e trasformare in realtà, un sogno. Del resto, il suo motto era: “Sognare è vivere”.

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