Omicidio Paez, il giallo delle visite nella casa della vittima agonizzante
Dopo il pestaggio almeno quattro persone entrarono nell'abitazione: una è stata denunciata per omissione di soccorsoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una persona picchiata a sangue, agonizzante, riversa sul pavimento e diversi giovani, alcuni mai identificati, che entrano nell’abitazione della vittima per prendere degli oggetti senza prestare soccorsi e chiedere l’intervento di un medico. È il quadro angosciante emerso oggi in aula nel processo, davanti ai giudici della Corte d’Assise di Sassari, per l’omicidio del cuoco argentino Miguel Angel Paez.
L’uomo, 70 anni, il 3 febbraio di due anni fa viene colpito alla testa con la pesante fibbia di una cinta e ridotto in fin di vita, soccorso solo dopo diverse ore nella sua abitazione di via Marche. Morirà in ospedale a Olbia a causa delle gravissime ferite alla testa. Sotto processo ci sono gli olbiesi Michael Brundu, Giuliano Petta e Alex Russo, difesi dagli avvocati difese dagli avvocati Cristina Cherchi, Adriano Catte e Maria Eleonora Bianco. Oggi gli investigatori sentiti in aula hanno confermato che le immagini in possesso della polizia giudiziaria confermato una circostanza gravissima.
Dopo il pestaggio di Miguel Angel Paez almeno quattro persone, una delle quali identificata e Michael Brundu, entrarono nella casa della vittima senza aiutarla. Tre soggetti arrivarono nella casa di via Marche in bicicletta o monopattino, uno portò via un borsone di materiale e un altro probabilmente un orologio di valore del cuoco. La persona identificata è stata denunciata per omissione di soccorso. La penalista Cristina Cherchi ha posto il problema di soggetti mai identificati presenti sulla scena del delitto. Il processo riprende il 22 settembre.
