La rivoluzione della zona industriale di Tempio: gestione con Olbia, energie rinnovabili e viabilità
Le novità annunciate dalla sindaca Masu durante un incontro con gli imprenditoriPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La sindaca di Tempio, Gianna Masu, ha incontrato gli imprenditori della zona industriale della cittadina gallurese per un primo faccia a faccia sul futuro del polo produttivo.
Ecco alcuni temi indicati dalla prima cittadina per i prossimi mesi: integrazione con il Cipnes di Olbia, Comunità energetica, collaborazione stretta con Anas (per demolizione del sottopasso e la realizzazione della rotatoria), videosorveglianza, viabilità, toponomastica e fibra ottica.
Masu ha incontrato gli imprenditori insieme agli assessori Daniela Giua e Simone Vacca. La sindaca ha chiesto ai titolari delle aziende l’adesione alla Comunità energetica, piano che punta all’utilizzo esclusivo di tutti gli spazi utili in zona industriale per le rinnovabili, chiudendo così le porte ai maxi progetti soprattutto sulle aree agricole. II progetto Start Cer Tempio è stato illustrato dall’ingegnere Federico Romano, punta a sfruttare le coperture e gli spazi disponibili per produrre e condividere energia rinnovabile.
Le aziende interessate potranno presentare una manifestazione di interesse entro il 23 novembre. In prospettiva, la comunità potrà essere estesa a tutti i residenti di Tempio. Gianna Masu ha confermato che è in corso il dialogo con la Regione, la Provincia Gallura e il Cipnes per il superamento dell’isolamento infrastrutturale della ex Zir.
La giunta comunale ha puntualizzato: «L’obiettivo è costruire le condizioni affinché Tempio possa diventare un polo produttivo di riferimento per la Gallura complementare a quello dell’altro principale centro economico del territorio, Olbia. Una prospettiva che guarda a una maggiore integrazione provinciale, mettendo in rete competenze, opportunità e infrastrutture, con l’ambizione di rafforzare il peso dei due centri nei rapporti con la Regione Sardegna e con le istituzioni sovraordinate».
