La magistrata Sara Martino ha disposto l’autopsia e il test del Dna sui poveri resti recuperati questa mattina in un tratto di mare a poca distanza da Figarolo, nel mare di Golfo Aranci. Le prime verifiche sembrano confermare l’identificazione, ancora tutta da provare, di Lorenzo Deiana, il ragazzo di 20 anni scomparso il 19 aprile dell’anno scorso  insieme al fratello Giuseppe in un tratto di mare tra Capo Figari e Figarolo.  

Sulla banchina del porto di Golfo Aranci sono arrivati i familiari delle vittime e l’avvocato Pietro Cherchi, che da un anno segue le indagini per conto della madre dei due fratelli, Simona Deiana.  Adesso la famiglia Deiana si attende che vengano attivate tutte le procedure per completare il recupero dei corpi. Dice l’avvocato Pietro Cherchi: «Nel dolore di una madre ora c’è solo questa aspettativa, che si metta fine all’attesa. Ci sono gli strumenti e le possibilità di dare una risposta a queste persone che soffrono».

I familiari dei fratelli Deiana in banchina (Busia)

Il riferimento è all’utilizzo di mezzi e personale della Marina Militare come è stato fatto in altri casi simili. Stando a quanto emerso oggi (a conferma delle segnalazioni fatte alla Procura di Tempio nei mesi scorsi dall’avvocato Cherchi) l’imbarcazione dei due fratelli potrebbe trovarsi su un fondale di una cinquantina di metri a poca distanza dal punto dove Giuseppe e Lorenzo sono rimasti vittima di un naufragio.

I familiari dei due ragazzi di Olbia ora vorrebbero essere aiutati a lenire la sofferenza almeno con il recupero di quanto resta in mare. 

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