Trattenere i residenti, attrarre nuovi abitanti e intercettare un turismo autentico e sostenibile. Sono questi gli obiettivi indicati dal sindaco Emiliano Deiana e dalla consigliera delegata Simona Cannas, per contrastare lo spopolamento e rilanciare il paese. Dai 1.127 abitanti del 1981 si è scesi ai circa 700 attuali. La strategia dell’amministrazione comunale parte dalle case vuote, considerate non solo una criticità urbanistica e sociale, ma anche una possibile risorsa. Il Comune ha aderito alla ricognizione regionale degli immobili privati inutilizzati, invitando i proprietari a segnalare le abitazioni disabitate. L’obiettivo è conoscere il patrimonio disponibile e creare le condizioni per rimetterlo in circolo.

Il piano prevede anche la partecipazione al bando regionale per la realizzazione di un albergo diffuso, attraverso il recupero di tre immobili nel centro storico, e la pubblicazione di un bando per contributi a fondo perduto destinati all’acquisto o alla ristrutturazione della prima casa. Nei prossimi giorni sarà inoltre pubblicato un bando per l’erogazione di contributi a fondo perduto destinati all’acquisto o alla ristrutturazione di prime case nei comuni con meno di 5.000 abitanti della Regione Sardegna.  Sul fronte della rigenerazione urbana c’è poi “Abitus”, progetto pilota sviluppato con Calangianus e Luogosanto per sperimentare nuovi modelli di recupero e riuso dei centri storici. Il Comune intende inoltre favorire, compatibilmente con le risorse disponibili, la micro-accoglienza con bed and breakfast e case vacanza. Tra le ipotesi allo studio figura anche un progetto rivolto ai nomadi digitali, lavoratori che possono operare a distanza e che potrebbero scegliere Bortigiadas per la qualità della vita e per ritmi più sostenibili.

Una sfida ambiziosa per il piccolo centro dell’interno della Gallura, dove il calo demografico rappresenta da anni una delle principali emergenze.

© Riproduzione riservata