Emergenza nazionale per Harry: 33 milioni per la Sardegna, Musumeci in visita nelle zone più colpite
Stanziati 100 milioni divisi in parti uguali fra le tre Regioni colpite. Il ministro martedì nell’Isola: con Todde andrà al Poetto, sulla 195 e a CapoterraPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Emergenza di 12 mesi, prorogabile per altri 12. Cento milioni di euro divisi in parti uguali fra le tre Regioni colpite dal ciclone Harry, Sardegna, Sicilia e Calabria. E i governatori (Todde, Schifani e Occhiuto) commissari per l’emergenza.
Questa la decisione presa nel pomeriggio in un Cdm lampo, durato una ventina di minuti, a cui ha partecipato anche la presidente Alessandra Todde assieme ai governatori di Sicilia e Calabria.
E domani mattina, 27 gennaio, a partire dalle 11 il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, visiterà assieme alla presidente Todde alcune delle zone più colpite in Sardegna. Prima la spiaggia del Poetto a Cagliari, zona Lido, dove ci sarà anche un punto stampa; poi, lungo il tragitto per Capoterra, la 195 che ha subito gravi danni per via della mareggiata; e, infine, Capoterra, La Maddalena Spiaggia.
La conferenza stampa che avrebbe dovuto seguire il Cdm è stata annullata, i provvedimenti presi sono stati riassunti in una nota dallo stesso Musumeci.
«Il governo Meloni ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nei territori della Sicilia, Sardegna e Calabria colpiti dal violento maltempo dei giorni scorsi. Lo stato di emergenza può durare 12 mesi, prorogabile per altri 12, come prevede il Codice di Protezione civile».
La somma di 100 milioni altro non è che un anticipo «per far fronte ai primissimi interventi previsti dall’articolo 25 lettere a, b, c del Codice di protezione civile». Si parla «dell’organizzazione ed effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione»; del «ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche» e «dell’attivazione di prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale della popolazione».
Nei prossimi giorni l’esecutivo nazionale adotterà un nuovo provvedimento interministeriale «per consentire il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, non appena sarà definita la ricognizione dettagliata dei danni da parte delle Regioni. La attività di ricostruzione sarà coordinata dai rispettivi presidenti di Regione, nominati oggi commissari delegati con ampi poteri di deroga».
In caso di opere particolarmente complesse, spiega Musumeci, «si attiverebbe la legge 40, che è lo stato di ricostruzione. Quindi cessa lo stato di emergenza e si apre lo stato di ricostruzione per il quale il competente non sarà più il commissario delegato, cioè il presidente della regione, ma un commissario straordinario esattamente come abbiamo fatto nel Centro Italia e in Emilia-Romagna. Ancora non lo abbiamo individuato perché non siamo in uno stato di ricostruzione. Siamo nello stato di emergenza all'interno del quale si può procedere alla rimessa in sesto di alcune infrastrutture, almeno di quelle non particolarmente complesse. Abbiamo confidato nell’accelerazione delle procedure per quanto riguarda per esempio il rifacimento delle spiagge, alcune sono del tutto scomparse, le ho viste con i miei occhi».
Nei prossimi giorni in programma un incontro con Anas e Ferrovie «perché occorrerà rivedere anche la collocazione del sedime ferroviario e stradale, visto che le mareggiate torneranno. Non possiamo immaginare che un treno possa e un sedime ferroviario possa essere collocato a cinque metri dal mare».
Musumeci ha poi parlato delle polizze obbligatorie che non coprono le mareggiate: «Ci confronteremo nei prossimi giorni anche con l'Ania, che è l'associazione delle compagnie di assicurazione, per capire come possiamo trovare un punto di equilibrio per integrare le tipologie di danni che erano e sono previsti nella legge pubblicata col bilancio 2024. Ci sono state alcune polemiche con gli imprenditori, stiamo cercando di riportare un clima di serenità e faccio affidamento al buonsenso delle compagnie di assicurazione perché se vogliamo aprire questo grande capitolo su una nuova cultura del rischio serve che una mano debba aiutare l’altra, come si dice dalle mie parti».
La premier Giorgia Meloni sui social, dopo aver illustrato la decisione presa in Cdm: «Lo Stato è vicino alle comunità colpite. Le Regioni, con i loro Presidenti nominati commissari straordinari, avranno i mezzi e i poteri appropriati per intervenire in modo efficace e tempestivo. Vorrei ringraziare ancora una volta il Ministro Nello Musumeci, la Protezione Civile, le amministrazioni locali e tutti gli operatori dedicati al settore. Nelle emergenze, l'Italia sa essere una comunità ancora più unita».
La presidente Alessandra Todde definisce “positivo” l’incontro: «I 100 milioni, divisi in parti uguali tra le Regioni, sono solo uno stanziamento iniziale. Abbiamo fatto presenti le criticità nella nostra regione, in particolare problemi infrastrutturali, strade, strade rurali, ma anche porti e coste». I danni calcolati dai 112 comuni sardi ammontano al momento a 200 milioni, ha spiegato la presidente, ma il dato è in continuo aggiornamento. Si tratta di una stima preliminare dei danni del passaggio del ciclone Harry, che tralaltro non tiene conto di strade e infrastrutture non comunali.
(Unioneonline/L)
