Partirà domani, mercoledì 6 maggio, la nuova campagna vaccinale contro la dermatite bovina. Ma la principale preoccupazione degli allevatori è il blocco totale delle movimentazioni, in vigore anche al di fuori della zona di sorveglianza di 50 km. I focolai sono solo al sud e non è possibile che tutti gli allevatori dell’Isola siano «ostaggi» della dermatite, è il concetto ribadito dalle associazioni al tavolo verde convocato questa mattina a Cagliari dall’assessore regionale dell’Agricoltura Francesco Agus.

«Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, in sei mesi abbiamo vaccinato il 99% delle aziende e il 97% dei capi, per cui ora pretendiamo che le autorità sanitarie sblocchino immediatamente le movimentazioni al di fuori della zona di sorveglianza», ha detto Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna, parlando di «oltre 5mila vitelli pronti a partire per il continente» e ribadendo che gli allevatori «non vogliono e non possono aspettare un giorno di più».

Stefano Taras, presidente di Confagricoltura, ha evidenziato che ad oggi «non ci sono indicazioni di rischi particolari al di fuori dei casi già segnalati». Quindi l’auspicio è di poter «riprendere a movimentare i capi, anche perché i segnali sono già chiari, c’è un eccesso di offerta all’interno dell’Isola che sta portando a una contrazione dei prezzi».

Anche il presidente di Copagri Giuseppe Patteri incalza: «Lo stop totale alla movimentazione ora non ha senso, i casi sono stati segnalati nel sud, è opportuno che gli altri allevamenti possano movimentare il bestiame».

Il via libera, però, spetta al ministero della Sanità: «Come Regione – spiega ai microfoni l’assessore Agus – pretendiamo di essere considerati al pari delle altre. Irragionevole sottoporre il nostro comparto produttivo a blocchi diversi rispetto a quelli applicati nel resto dell’Italia».

Quanto alle vaccinazioni, sono 300mila le dosi a disposizione: «Siamo convinti di coprire in brevissimo tempo l’intera popolazione bovina», ha sottolineato Agus, annunciando anche misure contenitive rispetto alla diffusione del virus che saranno contenute in un’ordinanza «imminente» dell’assessorato dell’Ambiente. Sarà previsto, ha spiegato, «un ruolo attivo delle Province nelle misure di contrasto alla diffusione dell’insetto vettore, che consisterà nella possibilità di estendere le attività non solo alle aree di competenza pubblica, ma anche ai terreni privati».

(Unioneonline/L)

© Riproduzione riservata