Caso Todde: nessuna decadenza, confermata solo la sanzione da 40mila euro
Emessa la sentenza della Corte d’appello di Cagliari sulla posizione della governatrice messa in discussione dal Collegio di garanzia per irregolarità nei rendiconti delle spese elettoraliPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Alessandra Todde non decade: confermata solo la sanzione di 40.000 euro.
È quanto ha deciso la Corte d'Appello di Cagliari, in merito al caso delle irregolarità nei rendiconti delle spese per la campagna elettorale per le regionali per le quali il Collegio regionale di garanzia elettorale aveva chiesto la decadenza.
Invece, la Corte ha dichiarato:
1. «l’invalidità della costituzione in giudizio» del Collegio regionale di garanzia elettorale e, per l’effetto, dichiara l’inammissibilità dell’appello incidentale condizionato proposto dall’avvocato Riccardo Fercia».
2. «l’inammissibilità degli appelli proposti da Valter Piscedda, Antonio Solinas, Michele Ciusa, Emanuele Matta, Lara Serra, Alessandro Solinas, Roberto Franco Michele Li Gioi, Desirè Alma Manca, Luca Pizzuto, Giuseppino Canu, Paola Casula e Diego Loi»
3. «in parziale accoglimento dell'appello, la nullità della sentenza impugnata nella parte in cui ha accertato la violazione dell'art. 15, comma 8, legge n. 515/1993 da parte di Alessandra Todde»
4. «prende atto dell’annullamento - con sentenza n. 148/2025 della Corte costituzionale - dell'ordinanza-ingiunzione del Collegio di garanzia elettorale per la Regione Sardegna del 20 dicembre 2024 nella parte in cui ha accertato la sussistenza dei presupposti per la decadenza dalla carica e ha disposto la trasmissione del provvedimento al Presidente del Consiglio regionale per la
procedura di competenza».
5. «rigetta nel resto l'appello e, per l'effetto, conferma la sanzione pecuniaria di € 40.000,00, irrogata con l’ordinanza-ingiunzione del Collegio di garanzia elettorale per la Regione Sardegna del 20 dicembre 2024»
5. compensa integralmente tra tutte le parti, ivi incluso l’avvocato Riccardo Fercia, le spese di entrambi i gradi di giudizio;
6. dà atto che sussistono i presupposti, ai sensi dell’art. 13, comma 1 quater D.P.R. n. 115/2002, per il versamento da parte dell’avvocato Riccardo Fercia e degli appellanti Valter Piscedda, Antonio Solinas, Michele Ciusa, Emanuele Matta, Lara Serra, Alessandro Solinas, Roberto Franco Michele Li Gioi, Desirè Alma Manca, Luca Pizzuto, Giuseppino Canu, Paola Casula e Diego Loi, di un ulteriore importo pari a quello del contributo unificato dovuto per l’impugnazione».
In sostanza, la Corte ha accolto parzialmente l'appello della presidente, dichiarando nulla la sentenza di primo grado nella parte in cui aveva riqualificato la sua condotta come “omessa presentazione” del rendiconto delle spese della campagna elettorale. La Corte ha preso atto che la Consulta aveva già annullato l'ordinanza del Collegio di garanzia nella parte in cui disponeva la decadenza.
