È un fenomeno ciclico. Quando soffia forte il vento di scirocco accade che le onde ricoprano la spiaggia del Poetto di alghe. Un termine con il quale ci si riferisce genericamente alla posidonia, una pianta marina che però svolge un ruolo importante per preservare la costa. 

A dirlo sono gli esperti della fondazione MedSea nei giorni in cui si dibatte se rimuovere i cumuli marroni che si sono formati alla prima fermata. Questa la posizione di Federalberghi che ha proposto di spostarli temporaneamente per evitare un colpo d’immagine in vista dell’imminente America’ Cup quando a Cagliari arriveranno migliaia di turisti. 

I ricercatori di MedSea, organizzazione no-profit impegnata nella tutela e nella gestione sostenibile delle risorse marine e costiere, sono chiari: «In tanti hanno parlato di “sporcizia”, di “putrefazione”, di interventi indispensabili per rimuovere questo “rifiuto” dalla spiaggia – scrivono –. Quello che spesso ci dimentichiamo è che la posidonia spiaggiata rappresenta in realtà una delle più efficaci difese naturali contro l’erosione costiera. Le cosiddette “banquettes”, infatti, svolgono un ruolo ecologico importantissimo: dissipano l’energia delle onde, trattengono la sabbia e proteggono la spiaggia durante le mareggiate invernali e primaverili».

In particolare poi «rimuovere questi depositi naturali potrebbe portare dei danni irreversibili alla costa, accelerando la perdita di sabbia e l’erosione della spiaggia, in particolare quella della prima fermata che oggi è tra le più colpite dall’erosione. Dovremmo iniziare a guardare a questa risorsa non come un problema estetico, ma come una protezione naturale essenziale per il futuro della spiaggia». Come dire: aspettate il maestrale. 

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