Pestaggi, estorsioni, rapine, scippi, spaccio di droga. Scacco alla baby gang che per un anno ha terrorizzato Cagliari.

Sette giovanissimi, tutti di 15 e 16 anni, sono destinatari di un’ordinanza di misura cautelare emessa del gip presso il Tribunale per i Minorenni di Cagliari, cui nelle prime ore del mattino i carabinieri della locale Compagnia hanno dato esecuzione.

I ragazzini sono accusati a vario titolo di lesioni aggravate, atti persecutori, detenzione e spaccio di droga, violenza privata, minaccia e porto di armi atte ad offendere. Due sono stati collocati in comunità, quattro ai domiciliari, per un altro invece sono state imposte delle prescrizioni per adeguare il percorso di rieducazione avviato a specifiche esigenze cautelari.

Analisi di dispositivi informatici, pedinamenti, analisi delle immagini della videosorveglianza e perquisizioni hanno consentito di dar vita a un quadro probatorio solido. Fondamentale si è rivelata l’operazione dello scorso 20 febbraio, quando furono eseguite 14 perquisizioni domiciliari che hanno confermato e rafforzato le ipotesi investigative.

Tra marzo 2025 e febbraio 2026 i sette indagati si sarebbero resi protagonisti di episodi sistematici di violenza soprattutto ai danni di coetanei. Violenti pestaggi, anche con l’uso di coltelli, spaccio di droga, rapine, scippi: una lunghissima scia di episodi di microcriminalità, tutti opera delle stesse persone, secondo gli investigatori.

Particolare l’accanimento nei confronti di un cittadino maggiorenne di origini straniere, vittima di persecuzioni, minacce, insulti, pedinamenti e veri e propri agguati. Gli indagati, a quanto si apprende, sarebbero tutti di Cagliari e hinterland, e appartenenti a famiglie senza particolari problematiche.

L’indagine è stata condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia di Cagliari, in collaborazione con le Sezioni di Polizia Giudiziaria dell’Arma e della Guardia di Finanza presso la Procura per i Minorenni. Gli investigatori hanno collegato numerosi elementi provenienti da diversi procedimenti penali e sono riusciti a ricostruire i legami tra gli indagati, tutti appartenenti a una baby gang che per mesi ha terrorizzato numerosi coetanei.

(Unioneonline)

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