Un “referente di postazione” individuato tra condomini e associazioni che dovrà vigilare e dare supporto sul corretto conferimento dei rifiuti. Un incentivo di 5.000 euro per il soggetto giuridico (associazione) individuato dal Comune, che contribuirà alla buona riuscita del programma e parteciperà alle iniziative da mettere in campo. E maggiore vigilanza, con report periodici che consentiranno il controllo sul raggiungimento degli obiettivi. 
Sono tre pilastri del piano approvato dal Comune di Cagliari per l’implementazione della raccolta differenziata nel quartiere di Is Mirrionis: una delle zone – assieme a Sant’Elia – che hanno fatto registrare le maggiori criticità nella gestione del sistema di conferimento e ritiro dell’immondizia. 

Rifiuti a Is Mirrionis

Il progetto adottato dalla Giunta di Massimo Zedda è stato pensato dallo studio Roberto Spera Srls, con sede a Potenza: è il risultato di sopralluoghi e analisi dei dati che hanno fatto emergere numerose falle nell’attuale sistema. Il risultato? Una concentrazione impressionante di cumuli di rifiuti e conferimenti illegittimi. 

Una delle novità emerse dall’analisi riguarda gli incivili: sono molti meno di quanti si potrebbe pensare: «La raccolta differenziata viene svolta da molte utenze del quartiere», si legge, ma «il risultato rischia di venir vanificato dal ritiro assai poco puntuale dei rifiuti e un disordine complessivo che genera disaffezione e frustrazione». Durante il monitoraggio poi è emerso che «la squadra operativa nel suo intervento di emergenza» nel recupero di cumuli di immondizia,  «si è limitata a raccogliere insieme tutti i rifiuti per terra, indistintamente dal materiale. Questo comportamento, dettato da una necessità igienica di ritirare sacchetti e rifiuti debordanti a terra non fa altro che alimentare il sentimento generale di disaffezione e disinteresse da parte dei residenti». Insomma: anche chi fa regolarmente la differenziata rischia di pensare «ma chi me lo fa fare?» per colpa di pochi incivili e di un sistema comunale inefficiente. 

Dallo studio sono emersi «cassonetti carrellati fatiscenti e obsoleti», 

«cassonetti non omologati secondo lo standard della norma Uni 11686» che individuerebbero i colori per il conferimento», «cassonetti carrellati dedicati, senza distinzione tra Ud (utenze domestiche) e Und (non domestiche)», «rifiuti di varia provenienza e di abbandoni indiscriminati», 

«postazioni di cassonetti da rivedere e/o eliminare», «porzioni di aree critiche da bonificare e ripristinare» ma anche «frequenze di servizio non regolari e comunque da riprogettare». 

Insomma: colpa degli incivili ma anche della raccolta inefficiente. Inoltre «dal computo complessivo dei nominativi presenti presso i singoli numeri civici, gli incaricati dello studio Spera hanno rilevato un numero di utenti superiore (462) di quasi il 23% rispetto al numero complessivo (376) risultante al Comune. Ciò significa che il Comune sta servendo un numero sensibilmente superiore di utenti rispetto a quelli che pagano la Tari». 

La Giunta comunale  ora cerca di correre ai ripari con vigilanza volontaria, incentivi, container per la raccolta della plastica  e campagne di informazione: l’obiettivo è migliorare la situazione entro i primi sei mesi di attuazione delle linee di progetto.

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