Il Cagliari alza la posta, stadio a rischio. E il primo aprile arriva la Uefa per Euro ‘32
Sul canone di concessione non c’è margine di trattativa: lite a distanza con il Comune ma il piano economico è prontoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Lo descrivono più che arrabbiato. Furioso. Perché quello che doveva essere il momento in cui fare chiarezza e avvicinare Comune e Cagliari calcio, rischia di trasformarsi in un campo minato. «Per l’atteggiamento dell’amministrazione», trapela dalla società rossoblù, che pur riconoscendo il passo indietro del Cagliari (che ha deciso di rinunciare a mettere l’ipoteca sul diritto di superficie e alla gestione privata dei parcheggi) «ora fa muro sul canone di concessione».
Dicono che Tommaso Giulini, a caldo, dopo l’illustrazione in Aula da parte dell’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta, fosse talmente infuriato da chiedere ai suoi «assoluta rigidità» nella partita che si giocherà nei prossimi giorni con il Comune sul canone, davvero l’ultimo scoglio prima di poter realizzare il sogno di costruire lo stadio. Domani, sabato al più tardi, il Cagliari porterà a Palazzo Bacaredda il nuovo pef, aggiornato sugli aspetti del diritto di concessione e sui parcheggi. Ma nessuna modifica è prevista sul valore del canone di concessione che per il Cagliari deve restare di 50mila euro l’anno.
Intanto mercoledì prossimo, primo aprile, a Cagliari arriverà il delegato dell’Uefa, Michele Uva, per fare il punto sullo stadio in vista di Euro 2032.
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