Il tappeto di granelli bianchi di piccole dimensioni presente in un lungo tratto del Poetto di Cagliari potrebbe avere un nome e una provenienza. L’allarme è scattato ieri dopo numerose segnalazioni da parte di bagnanti insospettiti dalla presenza di migliaia di palline bianche sul bagnasciuga dalla prima alla sesta fermata. 

Sicuramente si tratta di materiale plastico. La conferma arriva dalla Guardia costiera che ha prelevato diversi campioni e li sottoporrà alle analisi più approfondite dell’Arpas, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Del caso è stata informata anche la magistratura.

L’aspetto delle sfere fa pensare a quelli che in inglese vengono definiti “nurdle” ovvero microplastiche di piccole dimensioni, nell’ordine dei 5 millimetri. Vengono utilizzate come materia prima nell’industria della plastica ma se finiscono in mare possono essere scambiati come cibo dai pesci e degradandosi rilasciare sostanze nocive per l’ambiente e l’ecosistema marino.

Proprio ieri al Poetto nei pressi dell’area cani alla sesta fermata, è stato ritrovato un sacco che potrebbe aiutare a comprendere l’origine dei pellet bianchi sulla spiaggia: «L’ho trovato mentre facevo una camminata con un amico» spiega Marco Fenu «Era pieno di queste palline». 

Le palline di plastica sul bagnasciuga

Sul punto arrivano le prime informazioni anche dalla guardia costiera: il sacco dal peso di 25 chili, degradato dal tempo e dall’acqua, potrebbe essere caduto accidentalmente da una nave e non è escluso che sia uno solo. Stamattina squadre a terra e in mare stanno perlustrando la zona alla ricerca di nuovi elementi.

Il sacco ritrovato al Poetto

Le informazioni in inglese presenti nel sacco ritrovato sono una sorta di carta d’identità. Il marchio è quello della Dow, una storica multinazionale nata negli Stati Uniti che si occupa di prodotti chimici. Hdpe invece sta per “High Density Polyethylene Materials” ovvero polietilene, materiale plastico diffusissimo e alla base di tantissimi oggetti e confezioni. Non si ha la certezza sul luogo di produzione perché la multinazionale ha sedi in tutto il mondo, ma la storia comincia negli Stati Uniti.

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