Non è più un picco temporaneo, ma una tendenza che si consolida giorno dopo giorno. Anche in Sardegna  il caro prezzi continua a pesare in modo trasversale su tutta la filiera, dai carburanti all’energia fino ai prodotti alimentari, con effetti diretti su imprese e consumatori.

A lanciare l’allarme è Mauro Spanu, imprenditore del territorio e delegato Fida (Federazione Italiana Dettaglianti Alimentari) Confcommercio Sud Sardegna, che descrive una situazione sempre più complessa: aumenti diffusi, margini ridotti e famiglie costrette a rivedere le proprie abitudini di spesa.

«Abbiamo registrato un calo del 12% sui prodotti pasquali, come le uova di cioccolato. È un segnale evidente: le famiglie iniziano a tagliare anche sulle tradizioni». Parallelamente, si assiste a un aumento immediato e consistente dei prezzi, in particolare nel comparto ortofrutta:​+25% ortofrutta, +15/20% energia elettrica, +10% pane (previsto dalla prossima settimana)

Un effetto domino che non si fermerà qui. «I panificatori ci hanno già comunicato gli aumenti. Di conseguenza, anche i bar saranno costretti ad adeguare i prezzi: paste e tramezzini saliranno di circa il 10%».

Le imprese, almeno per ora, stanno cercando di assorbire parte degli aumenti senza scaricarli immediatamente sui clienti. «Le aziende stanno facendo uno sforzo enorme: non trasferiscono subito i rincari sul prezzo finale, ma se li stanno accollando. Tuttavia, questa situazione non è sostenibile a lungo», precisa l’imprenditore attivo nel settore bar, carburanti e distribuzione alimentare.

Il nodo più critico resta quello dei carburanti, con effetti diretti su tutta la filiera: il prezzo alla pompa è passato da 1,70  a 2,10 euro al litro. Con 50 euro oggi si acquistano circa 23 litri, contro i 30 litri precedenti. «L’aumento del carburante è il vero moltiplicatore dei costi. Colpisce tutto: trasporti, agricoltura, distribuzione. Gli agricoltori devono usare gasolio e energia elettrica per lavorare, e questo si riflette inevitabilmente sui prezzi al consumo».

Gli aumenti di carburanti, energia elettrica e ortofrutta rappresentano oggi gli impatti più evidenti, ma le conseguenze si stanno già estendendo a tutti i settori: «Il tempo stringe. Se questa crisi dovesse continuare, le famiglie saranno costrette a rinunciare ancora: prima una colazione al bar, poi una gita fuori porta, poi un pranzo al ristorante. È un effetto a catena che rischia di colpire duramente l’intero sistema economico locale».

Confcommercio Sud Sardegna lancia quindi un appello: «Servono interventi urgenti per contenere i costi energetici e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, prima che la contrazione dei consumi diventi strutturale». 

(Unioneonline/E.Fr.)

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