Cagliari, sì alla carriera alias per i dipendenti comunali
Potranno usare l’identità di genere percepita e un altro nome rispetto a quello registrato all’anagrafe. Anche senza un certificato medico che attesti il percorso di transizione sessualeIl municipio di via Roma (Archivio)
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I dipendenti del Comune di Cagliari che ne faranno richiesta potranno vedere riconosciuto il nome d’elezione all’interno delle comunicazioni interne, nella posta elettronica, nei badge identificativi e negli strumenti informatici utilizzati nell’attività lavorativa di tutti i giorni. Il tutto senza modificare i dati anagrafici ufficiali, che continueranno a restare validi negli atti amministrativi con rilevanza legale. Il Consiglio dice sì al documento della commissione Pari opportunità che apre per la prima volta al profilo alias per i lavoratori e le lavoratrici dell’amministrazione comunale.
La mozione è passata con i voti della maggioranza e del consigliere Giuseppe Farris. Una novità assoluta, Cagliari è il primo capoluogo del Meridione a introdurla: si riconosce il diritto all’identità all’alias anche a coloro che non hanno presentato un certificato medico che attesti un percorso di transizione sessuale. «Si permette di utilizzare il nome, l’identità di genere percepita e quindi già vissuta nella quotidianità», spiega Chiara Cocco, presidente della commissione Pari opportunità.
«Scollegando il profilo alias dalla presentazione di una certificazione medica si riconosce questa possibilità in maniera arbitraria, a chiunque. Una circostanza che nulla ha a che vedere con le persone che hanno una disforia di genere», commenta invece Corrado Maxia (FdI).
Mauro Madeddu
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