Brotzu senz’aria condizionata: un forno (quasi) tutto l’ospedale, bloccate anche le scale mobili
Il problema emerso martedì sera non è stato risolto: reparti, pazienti e lavoratori al caldo. La Cgil: «L’azienda dia spiegazioni»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
In ospedale speravano di risolvere entro la mezzanotte di ieri. Invece il Brotzu è rimasto senza aria condizionata per tutta la giornata di oggi. Il calore l’ha fatta da padrone in (quasi) tutta la struttura. Nei reparti di degenza fino al decimo piano di sicuro. Ma in qualche ufficio i condizionatori erano normalmente in funzione.
I problemi sono iniziati ieri pomeriggio. La direzione del presidio ha comunicato che «a causa di un improvviso guasto a uno dei gruppi frigoriferi la capacità di produzione di acqua refrigerata risulta ridotta e non sufficiente a garantire il normale raffrescamento dell’intero» ospedale. Era stato assicurato che il servizio tecnico, «con il supporto della ditta affidataria del contratto di manutenzione», fosse «impegnato con la massima urgenza nelle attività di diagnosi e ripristino del gruppo frigorifero interessato, al fine di ristabilire nel più breve tempo possibile le condizioni ottimali di funzionamento dell’impianto». Intanto «si è reso necessario procedere temporaneamente alla disattivazione della linea di alimentazione dei fan coil dell’edificio, riservando la produzione di acqua refrigerata ai blocchi operatori in attività e agli altri ambienti prioritari».
Forse tra i “prioritari” c’erano anche degli uffici al primo piano, che questa mattina godevano di una condizione climatica favorevole. Diverse le temperature percepite (e reali) in tutti i reparti. Tra le parenti dei pazienti l’oggetto più in voga era il ventaglio: utilizzato da tante donne per smuovere un po’ l’aria. Che, comunque, circolava. Ma solo perché erano state aperte le finestre e la fortuna ha voluto che soffiasse un leggero vento da nord ovest. Nelle camere invece di refrigerio non se ne parlava: così in tutti i piani.
D’altronde, che più di qualcosa non funzioni negli impianti tecnologici del più importante ospedale della Sardegna lo si capisce subito, all’ingresso: oltre che con il caldo si fanno i conti con scale mobili bloccate.
«Chiediamo con la massima urgenza informazioni relative al guasto al sistema di climatizzazione del San Michele riportatoci dalle lavoratrici e dai lavoratori», scrive il coordinatore per la sanità pubblica della Cgil-Fp, Carlo Marras, in una lettera inviata ai vertici dell’Arnas. Il perdurare del malfunzionamento, attacca, «sta determinando un pericolo surriscaldamento degli ambienti, sottoponendo pazienti e operatori a gravi rischi per la salute e rendendo le condizioni di lavoro e degenza ancora più critiche. Chiediamo, quindi, di poter conoscere le reali condizioni degli impianti, se ci siano aree o uffici in cui i climatizzatori funzionano e le modalità e i tempi con i quali l’amministrazione intende intervenire per sanare questa pericolosa situazione».
Tenuto conto del precedente guasto al Businco, aggiunge il sindacalista, «chiediamo inoltre se siano state fatte delle verifiche al fine di poter programmare eventuali interventi tecnici e non dovere essere perennemente in emergenza».
