Assalto eolico, la protesta torna in piazza
Il 6 febbraio sit-in a Cagliari davanti al palazzo della Regione: «La giunta Todde batta un colpo contro la speculazione»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il movimento permanente del popolo sardo contro al speculazione energetica torna in piazza.
L’appuntamento è il 6 febbraio, alle 10.30, con un sit-in a Cagliari davanti al palazzo della Regione in viale Trento.
Un presidio per chiedere alla Regione si impugnare il Dl 175 del governo che disciplina la normativa sulle aree idonee per la realizzazione degli impianti di energia rinnovabile.
«Una legge che amplia il potere statale favorendo la proliferazione e la realizzazione dei progetti presentati dalle multinazionali dell'energia, sacrificando ulteriormente il territorio sardo», viene spiegato in una nota.
Gli organizzatori parlano di «azione unilaterale e centralistica di usurpazione delle prerogative della regione sarda, sancite dallo statuto e dalla costituzione, attraverso modifiche urbanistiche del territorio» e «favore gigantesco agli speculatori»
Ancora: «Siamo di fronte a un atto autoritario che darebbe un colpo mortale a qualsiasi azione di contrasto e regolazione di interventi devastanti attraverso impianti che trasformerebbero per sempre aree agricole e non in sconfinate aree industriali. Di fronte a questa pesante azione del governo, la presidente della Regione Alessandra Todde si è limitata a condannare, con una semplice dichiarazione, evidentemente di facciata, il decreto adottato annunciando ulteriori contromisure, ma a distanza di 70 giorni non ha più mosso un dito. Ci aspettavamo un immediata impugnazione del decreto di fronte alla Corte costituzionale e l'avvio di una vera e propria vertenza con lo Stato su questi temi. Invece, finora, non è successo assolutamente nulla. Un silenzio assordante. Tutto ciò è fortemente preoccupante ed inaccettabile. La Presidente, la Giunta, il Consiglio battano un colpo, non perdano ulteriormente tempo e adottino urgentemente la delibera per impugnare questo sciagurato Dl 175 convertito in legge. Non c'è più tempo da perdere», conclude la nota.
(Unioneonline)
