Arnas Brotzu, si dimette il direttore amministrativo Antonio Guerrieri
«Incarico troppo gravoso sul piano dell’impegno temporale», ha spiegato in una lettera l’ex finanziere, la cui nomina nei mesi scorsi era stata oggetto di dubbi e polemiche politichePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Stamane ho comunicato al Direttore Marcias le mie dimissioni dall’incarico di Direttore Amministrativo dell’Azienda».
Così – in una lettera indirizzata ai vertici dell’Arnas Brotzu – Antonio Guerrieri, la cui nomina nei mesi scorsi era stata oggetto di dubbi e anche di polemiche politiche (LA VICENDA).
«È una decisione – spiega Guerrieri, ex finanziere in pensione, nella missiva – che avevo maturato da diversi giorni, ma ho voluto attendere se non per portare a termine quanto meno per indirizzare in maniera univoca due importanti vertenze che avevo seguito personalmente e che a mio parere richiedevano la massima trasparenza; gli incentivi per le funzioni tecniche, per i quali ho personalmente curato la redazione di un nuovo regolamento aziendale le cui norme mi auguro possano estendersi anche ad altre aziende del Servizio Sanitario; le RAR Trapianti, per le quali la Regione ha stanziato per l’anno 2025 un milione e duecentomila euro ma che l’assestamento di bilancio approvato nei giorni scorsi dal Consiglio Regionale già prevede per il 2026 un importo superiore ai due milioni».
«Il 24 e 27 luglio – prosegue Guerrieri – si sono tenuti i primi due corsi di formazione per l’istituendo albo degli incaricati di funzioni tecniche, previsto dall’articolo 4 bis del regolamento, peraltro con una partecipazione superiore alle aspettative; è il primo passo verso un allargamento delle professionalità in Azienda utilizzabili allo scopo, che per la prima volta mira a coinvolgere, non solo dal punto di vista tecnico ma anche retributivo, il personale sanitario insieme a quello amministrativo nelle procedure di spesa. Al contempo, il 28 luglio abbiamo chiuso l’accordo sindacale sulle RAR Trapianti; un accordo importante, che ha richiesto oltre due mesi di trattative serrate, e i cui effetti non si limiteranno al 2025 ma si estenderanno al 2026 e agli anni successivi avendo completamente rivisto le tabelle di liquidazione con le figure professionali interessate ed i relativi parametri».
«Purtroppo, come molti di Voi già sanno, – continua Guerrieri – avevo accettato di rivestire l’incarico di Direttore Amministrativo con sacrificio personale essendo al contempo Amministratore di Sostegno di un mio familiare che necessita della mia costante assistenza, peraltro su Roma; l’ho fatto per la stima, l’amicizia e la condivisione di valori che mi lega al Direttore Generale Marcias, che infatti mi ha sempre sostenuto, ma soprattutto perché confidavo di poter fornire un utile apporto alla struttura sanitaria specie sotto il profilo dell’indipendenza e della neutralità. Ma non posso ignorare ancora a lungo i miei doveri personali».
La lettera prosegue: «L’incarico di Direttore Amministrativo è troppo gravoso, non tanto sul piano delle responsabilità – che sono poca cosa a fronte di quelle che si assumono i medici in sala operatoria quasi ogni giorno – ma sul piano dell’impegno temporale. Naturalmente mi dispiace. Chi mi ha conosciuto sa che in questi mesi ho dato tutto me stesso, ascoltando e dialogando con tutti ma anche mettendo in discussione prassi purtroppo consolidate. L’auspicio è che quest’opera di riforma continui, anche con chi prenderà il mio posto. Lo merita il Brotzu, lo meritano le persone che ci lavorano, lo meritano soprattutto i pazienti che vi si avvicinano con fiducia e speranza. Da parte mia mi auguro solo che l’esperienza maturata in questi mesi possa essere ancora utile. Nel frattempo – conclude Guerrieri – ci tengo a ringraziarVi tutti, di cuore, non solo per la cordialità e simpatia con cui mi avete accolto, ma anche per le manifestazioni di stima che non di rado mi avete espresso. E Vi prego di estendere i miei saluti e ringraziamenti a tutti i medici, sanitari ed amministrativi che ho avuto occasione di conoscere e con i quali ho avuto modo di instaurare un rapporto di fiducia e di leale e proficua collaborazione».
(Unioneonline)
