Oristano celebra Sa Die de Sa Sardigna, la festa del popolo sardo, con un appuntamento oggi alle 17, presso la sede del Centro Servizi Culturali U.N.L.A., dal titolo “Sa Die de Sa Sardigna. Cuadru istóricu istitutzionale de is fatos chi ant portadu a sa bogada de is piemontesos”, il quadro storico e istituzionale degli eventi che portarono alla cacciata dei piemontesi dall’isola. L’evento è organizzato congiuntamente all’Ufficio de Limba Sarda della Provincia di Oristano ed è aperto a tutta la cittadinanza.

A tenere la conferenza sarà la dottoressa Annalisa Caboni, responsabile dello Sportello di Lingua Sarda della Provincia di Oristano, che guiderà il pubblico attraverso un percorso storico e istituzionale per comprendere la reale portata degli eventi del 1794. «Per capire appieno ciò che accadde in quella primavera sarda», spiega la dottoressa Caboni, «è indispensabile ricostruire il contesto socio-economico dell’epoca. Solo così si riesce a cogliere il significato profondo della reazione dei Sardi all’operato del viceré Balbiano e la loro strenua difesa delle istituzioni del Regno di Sardegna. Non si trattò di un episodio isolato, ma di una risposta matura e consapevole di un intero popolo».

Un popolo che, il 28 aprile 1794, riuscì a cacciare dall’isola i funzionari piemontesi, in quello che è rimasto nella memoria collettiva come uno dei momenti più significativi della storia sarda. «È importante ricordare», aggiunge Caboni, «che Sa Die de Sa Sardigna è l’unica festività propria del popolo sardo, istituita nel 1993. Una ricorrenza nata dal basso, dalla volontà di recuperare e valorizzare un’identità storica che rischiava di essere dimenticata».

L’iniziativa è finanziata dalla Legge Nazionale n. 482 del 1999 e dalla Legge Regionale Sarda n. 22 del 2018, che tutelano e promuovono le lingue e le culture delle minoranze storiche, a testimonianza di quanto la salvaguardia dell’identità linguistica e culturale sarda sia ancora oggi una priorità istituzionale. L’ingresso è libero e la partecipazione è aperta a tutti i cittadini interessati a riscoprire, o approfondire, una pagina fondamentale della storia della Sardegna.

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