Ortacesus si prepara a vivere la Settimana Santa come un momento che intreccia devozione e vita collettiva. Il paese della Trexenta si anima di gesti antichi, guidati dalla Confraternita del Santissimo Rosario insieme al parroco don Giuseppe Andrea Pelgreffi, custodi di una tradizione che richiede tempo e dedizione. Il priore, agricoltore vicino agli ottant’anni, e i confratelli si dedicano alla preparazione dei riti con impegno totale, spesso sostenendo di tasca propria ogni dettaglio per garantire la perfezione di ogni celebrazione.

La Domenica delle Palme apre il calendario con una benedizione nel terrazzino della casa di riposo Vincenzo Porceddu, dove gli anziani diventano al centro della festa, mentre la piazza accoglie la comunità in un abbraccio collettivo. Le palme intrecciate dalla famiglia Onnis raccontano una generosità silenziosa che si rinnova ogni anno. Il Giovedì Santo il Triduo entra nelle case con la preparazione dei “nenniri”, il grano germogliato al buio decorato con fiori primaverili. Il Venerdì Santo, con il rito di Su scravamentu, le vie del paese si popolano di canti e processioni che conducono il Cristo Morto e l’Addolorata tra riflessione e emozione.

La Domenica di Pasqua culmina in S’Incontru, quando il simulacro del Risorto e quello della Madonna si incontrano nella piazza Luigi Sturzo, dove la Priora solleva il velo nero della Vergine. Nonostante i cambiamenti sociali e il ricambio generazionale, molti giovani partecipano spontaneamente, iniziando come chierichetti e poi interessandosi alle attività della Confraternita. La memoria storica resta viva, con radici che affondano nel Seicento e la Confraternita ufficialmente ricostituita nel 1988, a testimonianza della resilienza della comunità (dati tratti dal Gruppo azione locale "Sole Grano Terra"). Questi giorni non sono solo celebrazione religiosa, ma riaffermazione di un’identità condivisa, dove ogni palma intrecciata e ogni stelo dorato racconta la storia di Ortacesus e della sua gente, pronta a custodire un patrimonio di tradizioni senza tempo.

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