“Oristano com’era”: l’Istar riscopre la città tra Medioevo e modernità
Venerdì conferenza alle 18Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una città da riscoprire attraverso le sue strade, le sue mura e il suo porto. È questo il percorso proposto da “Oristano com’era. La città e il suo porto tra Medioevo ed Età Moderna”, la conferenza in programma venerdì 18 settembre alle 18 all’Auditorium dell’Hospitalis Sancti Antoni.
A guidare il pubblico sarà Maria Grazia Rosaria Mele, ricercatrice del CNR, che ricostruirà l’immagine della Oristano medievale e della prima età moderna attraverso mappe, testamenti, registri, epigrafi e altre testimonianze. Un viaggio dentro la città intramuraria, da sa ruga Maista a sa ruga de sos Cavalleris, tra domos solaiadas, chiese, conventi e palazzi.
Al centro anche il sistema difensivo e idraulico, con le mura, il fossato alimentato dal Tirso e il sistema delle acque. E il porto, fondamentale per leggere il ruolo di Oristano nei rapporti commerciali e politici con il Mediterraneo.
Tra gli episodi raccontati anche il passaggio degli ambasciatori francesi di Luigi I d’Angiò, arrivati da Ponti Mannu e transitati dal borgo dei Figoli prima di raggiungere Port’a Ponti.
«“Oristano com’era” vuole essere un’occasione di riflessione per riscoprire la città attraverso le tracce lasciate dai secoli», spiega il direttore scientifico dell’ISTAR Giampaolo Mele.
La serata sarà arricchita dalla musica di Gavino Murgia, con improvvisazioni ispirate ai codici liturgici arborensi. L’iniziativa è promossa dall’ISTAR con Antiquarium Arborense, Comune e Regione. Ingresso libero.
