Ferragosto con diversi luoghi della cultura aperti, mentre resta ancora fuori dal circuito delle visite l’Antiquarium Arborense, chiuso da febbraio 2024 per i lavori di ristrutturazione. La Fondazione Oristano conferma per il periodo festivo l’apertura di alcuni dei principali presìdi culturali cittadini, offrendo a residenti e visitatori diverse possibilità per trascorrere il 15 agosto tra arte, storia e tradizioni.

Per l’Antiquarium, però, si intravede la fine dell’attesa. «Siamo anche forti del fatto che i lavori dell’Antiquarium stanno volgendo al termine, ci dicono i tecnici», spiega il presidente della Fondazione Oristano Carlo Cuccu. Gli interventi comprendono anche l’inventario aggiornato dei beni e un nuovo progetto museale e museografico, realizzati grazie ai fondi PNRR e alla collaborazione con la direzione scientifica del museo. L’obiettivo è restituire un Antiquarium «più fruibile e moderno».

Per chi invece vuole approfittare di Ferragosto per scoprire la città, le occasioni non mancano. La Pinacoteca Carlo Contini sarà aperta il 15 agosto dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19, con la proposta artistica «Secret Pages» inserita nel Festival Dromos.

La Torre di Mariano II sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 19.30, anche con audioguida o visita guidata compresa nel biglietto. In caso di allerta per temperature elevate, però, gli orari potranno essere ridotti o la struttura chiusa per tutelare visitatori e lavoratori.

Sempre visitabile, su prenotazione, la Torre di Portixedda, mentre l’Infopoint turistico regionale mantiene i consueti orari anche a Ferragosto. Al Foro Boario, aperto martedì, giovedì e venerdì dalle 18 alle 22, prosegue inoltre «Studio di studi», con artisti al lavoro e laboratori fino al 4 ottobre.

Chiude il percorso il Centro di documentazione e studio sulla Sartiglia, aperto secondo il calendario settimanale e dedicato alla storia della giostra, dei Gremi e dei cavalieri. È questa la direzione indicata da Cuccu: «La Fondazione lavora per consolidare un sistema culturale riconoscibile e affidabile, capace di generare identità, accoglienza e sviluppo. La cultura è un bene pubblico: la nostra responsabilità è renderla viva, disponibile e condivisa».

 

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