L'obiettivo è chiaro: fornire una preparazione teorica e pratica sulle corrette modalità di intervento in caso di spiaggiamento di cetacei vivi. Un fenomeno che accade con sempre più frequenza anche lungo la costa dell'Oristanese e che attira l'attenzione spesso dell'opinione pubblica. L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, in collaborazione con il Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell'Università di Padova, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna e la Regione, ha organizzato un corso di formazione rivolto ai sindaci dei Comuni costieri e agli Enti competenti: veterinari dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, biologi che lavorano nelle Aree Marine Protette, gli operatori delle Capitanerie di Porto e del Corpo Forestale.

In Sardegna è la prima volta che viene organizzato un evento di questo genere. Oggi, al centro polivalente di Cabras, c'è stata la lezione teorica,  con l'intervento dei massimi esperti nel settore del monitoraggio e della gestione dei cetacei e in particolare degli spiaggiamenti. Hanno parlato delle principali minacce per i cetacei, di come si effettua il recupero ma anche di cosa non si deve fare. Domani una seconda giornata di formazione ma sarà pratica, “in campo”, a San Giovanni di Sinis. Tempo permettendo, sono previste diverse simulazioni operative: dalla messa in sicurezza dell'animale, con l'utilizzo di gonfiabili, alla gestione delle operazioni di recupero e rilascio. Come è stato ribadito ieri mattina al centro polivalente, questa iniziativa segna un passo fondamentale per la Sardegna nella direzione della tutela concreta della fauna marina, attraverso la costruzione di una rete di intervento efficiente, coordinata e conforme alle normative nazionali. 

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