Aeroporti sardi, ricorso al Quirinale: «Mattarella fermi subito la fusione»
L’appello al Presidente della Repubblica per «evitare gravi e irreparabili danni ai cittadini e al loro diritto alla mobilità»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Si precisa che il ricorso contiene istanza cautelare». La frase è scritta in neretto, nella lettera di accompagnamento che gli avvocati Pubusa, Andrea e Paolo, hanno inviato alla Regione per informare l'Ufficio legale del ricorso straordinario al presidente della Repubblica sulla fusione degli aeroporti sardi. Quel passaggio significa che a Sergio Mattarella, in attesa che si completi l'intero giudizio – e ci possono volere da uno a tre anni – viene chiesta la sospensiva delle due delibere con cui la Giunta Todde ha deciso di sostenere la privatizzazione degli scali. Vuol dire un congelamento dell'operazione con effetto immediato, «per evitare gravi e irreparabili danni ai sardi e al loro diritto alla mobilità».
Le ambizioni del fondo F2i Ligantia, che punta a controllare il traffico passeggeri nell'Isola, sono dunque di fatto su una tagliola da martedì 7 luglio, quando al Quirinale è stato inviato il ricorso per fermare la cessione dello scalo di Cagliari e il contestuale avvio della gestione unica con Olbia e Alghero.
L'aspetto dell'istanza cautelare è sostanziale perché a questo punto «c'è la possibilità concreta che salti il banco», è la certezza dei sette ricorrenti.
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