La Regione ha deciso di avallare  la privatizzazione dell’aeroporto di Cagliari e ha chiesto a Ligantia F2i di entrare nella futura holding che in Sardegna gestirà lo scalo del capoluogo insieme a quelli di Olbia e Alghero. Da un anno e mezzo Alessandra Todde – così la governatrice ha detto agli alleati nel vertice di maggioranza, presentando i documenti agli alleati – sta lavorando con il fondo privato di investimento per negoziare i dettagli della partecipazione pubblica. Da oggi, ogni giorno è buono perché la Giunta approvi la delibera che formalmente avvia il percorso. L’obiettivo è chiudere l’operazione a settembre, arrivando a una quota azionaria poco sotto il 10%. Ma i dubbi restano, anche dentro il Campo largo: Sinistra Futura continua a frenare e chiede tempo per visionare i documenti: «Non è stato deciso nulla».

«La gestione unica è nel nostro programma di governo», si sono detti Todde e i segretari dei partiti convocati in viale Trento. «Noi – ha precisato a norme del Pd il vice della Giunta e assessore alla Programmazione, Giuseppe Meloni – sosteniamo la rete aeroportuale sarda dal 2013».

Così, dopo i 250 milioni spesi dal 1990 da Stato e Regione per costruire, potenziare e promuovere lo scalo di Elmas, la privatizzazione è sempre più vicina.

Nel documento presentato da Todde ci sono una serie di richieste che la Regione ha avanzato. L’obbligatorietà della sede legale a Cagliari per la holding; la presidenza del Collegio dei revisori; il proseguo dell’operatività in tutti e tre gli scali. 

Alessandra Carta

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