Numeri diversi per la stessa polemica. Ad accenderla ci hanno pensato le tariffe dell’acqua “grezza”, ovvero quella proveniente dagli invasi dell’Isola per essere consegnata da Egas non potabilizzata ad Abbanoa, consorzi di bonifica e industriali. Per il consigliere regionale di Fratelli d’Italia la stangata è in arrivo con un aumento dei prezzi del 24,6%. Allarme però infondato secondo l’assessorato regionale ai Lavori Pubblici, per il quale invece il ritocco sarà limitato al 3%.
Allerta
Eppure per il rappresentante dell’opposizione non ci dovrebbero essere dubbi, almeno leggendo una delibera di giunta adottata il 18 marzo scorso a seguito di una deliberazione del Comitato istituzionale dell'Autorità di bacino della Sardegna, nel quale si ipotizzano rincari sull’acqua destinata a usi civili, agricoli e industriali.
«I numeri sono impietosi e non lasciano spazio a interpretazioni», si legge nell’atto depositato da Cera, «aumenti lineari, automatici e indiscriminati su tutte le categorie. Civile, agricolo, industriale. Tutti colpiti, senza eccezioni. È una misura che colpisce chiunque produca, lavori o semplicemente viva in Sardegna».
Il consigliere rincara la dose: «Nel pieno di una crisi economica internazionale, con energia e carburanti alle stelle e tensioni geopolitiche che stanno bloccando perfino le rotte strategiche come lo Stretto di Hormuz, la Regione cosa fa? Aumenta il costo dell’acqua. Una scelta che ha dell’incredibile». Cera punta il dito verso i settori produttivi più importanti: «Qui non stiamo parlando di numeri astratti. Stiamo parlando di aziende agricole e zootecniche già in difficoltà, che ora si vedono arrivare un ulteriore aumento su una risorsa vitale. Questo significa una cosa sola: meno produzione, meno reddito, meno competitività, maggiori chiusure».
Botta e risposta
L’assessorato regionale ai Lavori pubblici è di un altro avviso. Anzi, secondo l’assessore Antonio Piu «la notizia data da Cera è priva di qualsiasi fondamento di verità». L’esponente di viale Trento conferma che le tariffe dell’acqua debbano essere ritoccate, ma non come annunciato dal rappresentante di Fratelli d’Italia. «Sì, l’adeguamento è stato approvato, ma solo per allineare i tariffari ai parametri Istat e mai toccati dal 2012. Si tratterà tuttavia di incrementi minimi, di circa il 3%».
Strategia
Piu non ci sta e rilancia. «Gridare alla stangata sull’acqua è scorretto, considerato anche che siamo la regione con le tariffe idriche più basse d’Italia. Credo invece che occorra lavorare, proprio in questo momento nel quale i bacini sono pieni, per centellinare ogni goccia d’acqua, limitare gli sprechi e monitorare i consumi con l’aiuto di tutti gli attori coinvolti. Penso per esempio alle tante utenze agricole che nel corso del tempo sono state utilizzate anche da complessi turistici. Insomma, è urgente riordinare il sistema per ottimizzare il consumo di un bene sempre più prezioso».
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