La denuncia.

Isee in ritardo e tasse, studenti in rivolta 

Modificato il regolamento dell’Ateneo: chi non rispetta la scadenza paga l’importo massimo 

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Per gli studenti universitari la distrazione non è mai costata così cara. Quella che fino allo scorso anno era una banale sanzione amministrativa da 40 euro, oggi si è trasformata in una stangata che può superare i tremila euro.

Il nuovo regolamento tasse dell’Ateneo non è più clemente con i ritardatari: chi manca la presentazione dell’attestazione Isee entro la scadenza, e senza comprovati motivi, viene inserito d’ufficio nella fascia massima di contribuzione. Un automatismo che obbliga al pagamento dell’importo massimo: cifre che, complessivamente, possono arrivare a 3.500 euro.

Il nuovo regolamento

Il nodo del problema sta in una modifica tecnica dagli effetti devastanti per un gran numero di studenti. Se in passato non si poneva alcuna condizione al pagamento della mora, oggi questa “soluzione” è applicabile «esclusivamente per gravi problemi personali o familiari», che devono essere «adeguatamente certificati», come si legge all’articolo 4. Un piccolo inciso che non compariva nei vecchi regolamenti, ma che ha ribaltato le carte in tavola. Nell’ultimo mese si sono moltiplicate le segnalazioni di studenti che, ignari della modifica, hanno ritrovato un bollino rosso accanto alla sezione “Tasse” della pagina personale, e richieste di bonifico con importi da capogiro.

La polemica

L’impatto sociale è immediato. L’associazione studentesca Unicaralis ha già raccolto oltre 500 firme in due giorni per portare una mozione in Senato Accademico e richiedere la riapertura dei termini di presentazione della documentazione. «Abbiamo i messaggi privati intasati da inizio marzo – spiega la coordinatrice Rebecca Pisanu – riceviamo segnalazioni di studenti disperati che addirittura stanno valutando di abbandonare gli studi o congelare la carriera. Io stessa ho pagato 1.800 euro per le prime due rate, chissà quanto ancora peserà l’ultima».

«Colpiti i redditi più bassi»

La contestazione è rivolta soprattutto alla sproporzione della misura: «Un disparità di trattamento troppo grande rispetto allo scorso anno e su cui la comunicazione doveva essere più chiara». Poi sottolinea un dato importante: «Chi carica l’Isee lo fa per accedere a fasce agevolate perché ha redditi contenuti. Così si grava proprio su chi ha meno disponibilità. Sembra un accanimento in un momento già difficile tra caro vita e caro affitti».

Non solo ritardi nelle consegne per semplici dimenticanze: «Spesso è difficile reperire i documenti e ai Caf le attese sono lunghissime». Non vuole essere una giustificazione, «ci rendiamo conto che in parte possa trattarsi di negligenza da parte nostra ma questo principio sembra scorretto a monte e rappresenta una grave disattenzione verso gli studenti» conclude la coordinatrice.

«Si è trasformato un mero ritardo amministrativo in una vera e propria negazione del diritto allo studio», denuncia uno studente di ingegneria rimasto trappola del nuovo regolamento. «L’Università di Cagliari preferisce davvero spingere alla fuga i propri iscritti verso le telematiche piuttosto che ripristinare la vecchia mora da 40 euro? Forse cercano di racimolare fondi, ma noi studenti quei soldi non li abbiamo».

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