Il caso.

Guide turistiche, dilaga l’abusivismo 

Tour non autorizzati sui colli di Sant’Elia e Sant’Ignazio: «Servono controlli» 

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Si improvvisano guide turistiche senza averne titolo e si spacciano per archeologi, naturalisti o botanici senza aver mai conseguito la laurea. Organizzano tour non autorizzati alla scoperta delle bellezze di Cagliari e conducono gli ignari visitatori in luoghi vietati e impervi, di non facile accesso, in condizioni di pericolo, arrivando persino ad introdursi all’interno di zone militari. Non si tratterebbe di episodi isolati, ma di un fenomeno diffuso (in particolare sui colli di Sant’Elia e Sant’Ignazio) che - oltre a rappresentare concorrenza sleale per gli operatori in regola - arreca danno a tutto il movimento, compromettendo l’immagine turistica della città.

L’allarme

A denunciare il problema è il consigliere comunale Ferdinando Secchi (Lega – Anima di Sardegna). «Da ripetute segnalazioni», riferisce, «emerge una situazione di allarme per l’incolumità pubblica: individui privi di titolo e autorizzazione accompagnano gruppi in condizioni di pericolo. Le persone vengono condotte sopra strutture a rischio. I partecipanti vengono fatti stazionare su quella che gli organizzatori definiscono una “veranda”, ma che in realtà è il tetto pericolante del Forte di Sant’Ignazio». Non è tutto. «Le visite si spingono fino a calpestare strutture identificate come “garitte” ma che celano tholos a rischio cedimento. L’accesso avviene in maniera furtiva, a conferma dell’assenza di permessi. Ancor più grave, le incursioni avvengono anche in zone militari». Paradossalmente, conclude Secchi, «le prove sono fornite dagli organizzatori, che pubblicano tutto sui social, creando un pericoloso ef fetto emulazione».

Più verifiche

«Approfondiremo il tema coinvolgendo i soggetti competenti, perché la valorizzazione dei nostri luoghi non può prescindere da sicurezza, legalità e rispetto delle professionalità», commenta Marta Mereu, presidente della commissione comunale Cultura e Turismo. Sulla vicenda interviene l’Associazione di categoria delle guide sarde (Argts). «Chiediamo maggiori controlli», evidenzia la vicepresidente Maria Antonietta Marras, «perché chi agisce fuori dalla legge e chi non fa capo ad associazioni, come la nostra, che si danno regole interne, sa di non incorrere in alcun tipo di controllo. E crea, purtroppo, questo genere di problemi. Non si possono infatti portare da soli, in escursione, 50-100 persone in siti non gestiti, senza assicurazioni, senza sicurezza». «L’abusivismo? Come in qualsiasi altro settore», chiosa Roberta Carboni, guida turistica abilitata tra le più esperte e conosciute in città, «anche nel nostro campo lede varie categorie di professionisti che al contrario lavorano con coscienza e regolarità, pagando le tasse».

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