Tokyo: agroalimentare sardo in vetrina a Foodex 2026
I prodotti dell’Isola alla conquista di uno dei mercati più complessi e più promettentiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La Sardegna dell’agroalimentare ritorna in Giappone. È appena terminata l’edizione numero 51 di Foodex Japan 2026, la più importante fiera del settore in Asia, e le imprese sarde si sono presentate anche stavolta, in una maniera sempre più strutturata, portando a Tokyo alcuni dei prodotti simbolo dell’isola e cercando nuovi spazi in un mercato esigente ma ricco di opportunità.
Tra gli stand del Tokyo Big Sight consorzi, aziende e produttori che da anni investono nella promozione dei prodotti sardi nel Paese del Sol Levante. Un lavoro fatto di relazioni commerciali, degustazioni, incontri con importatori e attività promozionali che punta a consolidare la presenza dell’isola in uno dei mercati più sofisticati del mondo.
La partecipazione della Sardegna alla manifestazione non è casuale, ma parte di una strategia di lungo periodo. «Oramai sono diversi anni che assistiamo la Regione Sardegna con una presenza molto strutturata all’interno della Foodex Japan, la principale fiera agroalimentare di tutta l’Asia e hub strategico per la penetrazione dei prodotti agroalimentari italiani in questa parte del mondo», spiega Giampaolo Bruno, direttore dell’ICE a Tokyo. «La Sardegna ha avviato un percorso strutturato per penetrare con i propri prodotti a forte identità culturale qui in Giappone e sta riscuotendo notevoli successi».
Tra i protagonisti della fiera anche il Consorzio del Pecorino Romano, che da cinque anni partecipa alla manifestazione. Il formaggio simbolo della tradizione pastorale sarda continua a incontrare l’interesse del pubblico giapponese, sempre più curioso verso i prodotti identitari italiani. «È ormai il quinto anno che partecipiamo al Foodex», racconta Gianni Maoddi, presidente del Consorzio. «È un mercato che dà buone soddisfazioni e che ha raggiunto livelli interessanti. Gli importatori apprezzano anche la campagna promozionale che stiamo portando avanti, tra attività social e iniziative nei ristoranti».
Accanto ai formaggi, anche la pasta sarda prova a consolidare la propria presenza nei mercati asiatici. Per alcune aziende si tratta di un ritorno, con relazioni commerciali già avviate negli anni precedenti. «Per noi è il secondo anno consecutivo qui», racconta Michela Cellino, responsabile marketing del gruppo Cellino. «L’anno scorso siamo riusciti a chiudere con un’importatrice e quest’anno vedere tanti clienti che già conoscono e consumano il nostro prodotto è un grande orgoglio».
Il mercato asiatico, spiegano gli operatori, mostra margini di crescita soprattutto per prodotti come la pasta lunga. «Sono mercati in espansione» — spiegano dagli stand. «Stanno iniziando a conoscere la qualità e a capirla: le potenzialità sono molto grandi».
Grande attenzione anche per l’Agnello di Sardegna Igp, che al momento guarda al Giappone con un approccio ancora esplorativo. Le difficoltà burocratiche legate all’importazione di carne fresca non consentono ancora di portare il prodotto in degustazione, ma l’interesse degli operatori è già evidente. La presenza a Tokyo arriva inoltre in un momento cruciale per le relazioni commerciali tra Italia e Giappone. «Non potevamo mancare», sottolinea Battista Cualbu, presidente del Consorzio dell’Agnello Igp. «In queste ore si stanno definendo accordi commerciali importanti tra i due Paesi. Riteniamo fondamentale poter esportare questa nostra eccellenza. Siamo qui come Consorzio dell’Agnello di Sardegna Igp. È una presenza soprattutto esplorativa, perché stiamo cercando di capire se si potrà esportare l’agnello fresco. Abbiamo riscontrato parecchio interesse da parte di distributori e importatori locali, anche perché si tratta di un prodotto che qui non conoscono».
L’attenzione del mercato giapponese si concentra in particolare sulle caratteristiche della carne. «C’è curiosità perché parliamo di agnelli di peso inferiore rispetto a quelli normalmente commercializzati e con caratteristiche organolettiche che i consumatori giapponesi stanno ricercando».
Un eventuale sbarco dell’agnello sardo sul mercato giapponese potrebbe avere effetti concreti anche per la filiera isolana. «Se dall’altra parte del mondo si apprezza il nostro prodotto, questo non può che essere una soddisfazione: vedere valorizzato il lavoro degli allevatori».
Tra degustazioni, incontri e trattative commerciali, la presenza della Sardegna alla Foodex conferma quindi una strategia sempre più chiara: raccontare l’identità gastronomica dell’isola e costruire relazioni durature in uno dei mercati più complessi ma anche più promettenti per l’agroalimentare italiano. E a Tokyo, tra stand affollati e curiosità dei buyer internazionali, il gusto della Sardegna continua a farsi strada.
