Il miele biologico dell’azienda Agricola Arbarèe di Simaxis, guidata dai fratelli Daniele e Andrea Cossu, si è aggiudicato il primo premio al concorso internazionale Biolmiel 2025. Il miele di corbezzolo è un prodotto rappresentativo della macchia mediterranea sarda e particolarmente apprezzato e ricercato per il suo profilo organolettico complesso e il sapore amaro.

Il concorso Biolmiel, giunto alla diciottesima edizione, si è tenuto a Bari ed è riconosciuto a livello internazionale come uno dei principali eventi dedicati alla qualità dei mieli biologici. I premi vengono assegnati in base a approfondite analisi chimiche e a valutazioni organolettiche effettuate da una giuria internazionale di esperti iscritti all’Albo Nazionale degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele.

All’edizione 2025 hanno partecipato 228 campioni provenienti da oltre 20 nazioni, tra cui Algeria, Croazia, Germania, Grecia, Italia, Lituania, Slovenia, Spagna e Slovacchia.  L’azienda Arbarèe non è nuova a riconoscimenti di rilievo. La stessa varietà di miele di corbezzolo si è infatti aggiudicata le “Tre Gocce d’Oro” al concorso nazionale “Grandi Mieli d’Italia”, considerato il più prestigioso concorso italiano dedicato alla qualità dei mieli monoflora e multiflora. Al Biolmiel 2025 l’azienda di Simaxis ha inoltre ottenuto 8 medaglie d’oro per le altre varietà di miele presentate, raggiungendo punteggi elevati nelle varietà di Sulla, Erica, Cardo, Corbezzolo e Millefiori. 

L’azienda pratica un’apicoltura biologica nomade, spostando gli alveari attraverso diverse aree dell’isola alla ricerca delle migliori fioriture spontanee e in ambienti incontaminati, con l’obiettivo di produrre mieli dalla qualità costante e dalla forte identità territoriale. L’approccio dell’azienda riflette una filosofia di sostenibilità e rispetto per la natura, che si traduce non solo nella qualità del miele, ma anche nella protezione degli ecosistemi locali. Attualmente la gestione coinvolge circa 600 alveari, e nel corso degli anni l’azienda ha collezionato numerosi riconoscimenti per le sue produzioni monoflora, affermandosi come un punto di riferimento nell’apicoltura biologica. 

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