Pecorino romano, è allarme export: «Vendite in calo per i dazi di Trump»
Il grande protagonista della filiera agricola sarda, con un fatturato da 460 milioni, rappresenta un terzo del Pil agricolo regionale. Giovedì l’incontro a Roma fra il Consorzio di tutela e il ministro LollobrigidaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il protezionismo di Donald Trump fa accendere una nuova spia rossa nell'Isola. A soffrire più di tutti è il Pecorino romano, il grande protagonista della filiera agricola sarda, con un fatturato da 460 milioni, un terzo del Pil agricolo regionale (a un 1,2 miliardi).
«Le vendite negli Usa sono calate», dice dal Consorzio di tutela il presidente Gianni Maoddi. Il monitoraggio stretto continua, «anche se ci vorrà un altro mezzo anno per capire il peso reale dei dazi». Intanto da Coldiretti il direttore Luca Saba non nasconde che «siamo preoccupati», sebbene «l'ottimismo resti tutto».
L’inizio nel mese di aprile 2025, quando Trump si è inventato i dazi reciproci di base: 10% di sovrapprezzo, salito al 15 dopo l'accordo di agosto con l'Ue. «Gli acquirenti americani – spiega Maoddi – intuivano che il loro presidente si sarebbe mosso in quella direzione, quindi nelle stesse settimane è iniziata la corsa all'acquisto del Pecorino romano: 1.841 quintali comprati ad aprile, anche per il magazzino, 1.453 a marzo». Coronamento di un 2025 cominciato col botto: +21,7% da gennaio. «Poi la flessione: - 50% di vendite a maggio», ancora in raffronto agli stessi periodi del 2024. «L'ultimo dato ufficiale che abbiamo – continua Maoddi – è di luglio: ordini calati del 12%».
E ora si attendono i nuovi dati.
Nel frattempo Maoddi sarà a Roma giovedì per un incontro «con il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, per parlare del Bando indigenti». Ovvero, l'impegno del Governo, «ma anche della Regione per comprare parte delle scorte di formaggio», da destinare alle famiglie in difficoltà. Parteciperà anche l'assessore Gian Franco Satta e potrebbe non mancare la governatrice Alessandra Todde.
