Maltempo, agricoltura sarda in ginocchio: «A gennaio mai tanta pioggia dal 1965»
Coldiretti Sardegna: «Danni ai campi per decine di milioni di euro. Servono aiuti alle aziende in tempi rapidissimi»Danni diretti per oltre 30 milioni di euro, colture devastate dalla furia del maltempo e da una lunga sequenza di eventi atmosferici estremi che hanno segnato l’intero inverno, culminati nel gennaio più piovoso degli ultimi 61 anni.
È drammatica la prima conta dei danni effettuata da Coldiretti Sardegna dopo il passaggio, a gennaio, del Ciclone Harry e l’ondata di maltempo di inizio febbraio. Un bilancio che potrebbe aggravarsi ulteriormente nelle prossime settimane.
Per questo Coldiretti Sardegna ha chiesto con forza alla Regione «l’attivazione immediata dello stato di calamità naturale, per procedere in tempi rapidissimi con gli aiuti alle aziende agricole devastate e un nucleo di emergenza rapido per quantificare le perdite e procedere immediatamente con gli aiuti».
«A oggi – spiega Coldiretti - la produzione dei carciofi, fiore all’occhiello delle colture isolane di questa stagione, è ridotta a oggi di almeno un terzo, con oltre 1.000 ettari persi solo a causa degli allagamenti». E ancora: «agrumeti devastati, ortive marcite nei campi prima ancora della raccolta, strutture aziendali danneggiate o distrutte dai venti, cereali e grano duro che rischiano una stagione peggiore degli ultimi dieci anni, semine ferme e foraggi in gravissima difficoltà. Un quadro – rimarca l’associazione – che fotografa un’agricoltura messa in ginocchio non solo dai danni diretti, ma anche dalle conseguenze sull’intero indotto».
Proprio per toccare con mano la gravità della situazione, Coldiretti Sardegna ha riunito i vertici regionali, il Consiglio regionale, i direttori provinciali e numerosi soci arrivati da tutta l’Isola nelle campagne di Samassi, uno dei territori simbolo dei danni provocati dal maltempo. Un momento di confronto sul campo che ha rafforzato la richiesta alla Regione di un intervento immediato e straordinario.
«Siamo di fronte a una situazione drammatica e senza precedenti – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu – la prima conta parla già di oltre 30 milioni di euro di danni diretti, ma è una stima ancora parziale. Le aziende sono in ginocchio e non possono attendere oltre. Chiediamo l’immediata dichiarazione dello stato di calamità naturale su tutto il territorio regionale, l’avvio delle verifiche sul campo e ristori rapidi per consentire alle imprese di continuare a operare».
Il direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba, evidenzia il paradosso climatico che sta colpendo l’Isola: «Solo pochi mesi fa combattevamo una delle siccità più gravi degli ultimi anni, oggi ci troviamo con campi sommersi e acqua che finisce a mare. Questo dimostra che i cambiamenti climatici non possono più essere affrontati con interventi emergenziali. Senza investimenti strutturali sulle infrastrutture idriche, sul recupero delle perdite, sugli invasi e sulle interconnessioni, continueremo a pagare un prezzo altissimo, prima per la mancanza d’acqua e poi per il suo eccesso».
Alla luce degli ingenti danni subiti dal comparto agricolo isolano, Coldiretti Sardegna sottolinea dunque «la necessità di attivare tutte le deroghe previste dalla normativa nazionale ed europea, a partire dal riconoscimento delle cause di forza maggiore sugli impegni Pac, sulle rotazioni colturali e sulle semina impossibili da effettuare a causa delle persistenti piogge, oltre alla proroga delle autorizzazioni per i nuovi impianti viticoli nei casi di forza maggiore».
(Unioneonline/l.f.)
