Villa Mimosa, sede di Confindustria Centro Nord Sardegna, ha ospitato l'affollato convegno "Lavoro, competenze e Intelligenza Artificiale - Megatrend e trasformazioni del mercato del lavoro". Un focus di oltre tre ore dedicato ad aspetti quali mismatching tra domanda e offerta di lavoro, adeguamento delle competenze, rischi e opportunità dell'introduzione nelle aziende dell'IA, ma anche un’occasioneper condividere buone pratiche, riflettere sulle competenze del futuro e rafforzare il dialogo tra sistema produttivo, formazione e servizi per il lavoro. Tutto questo in un mondo dell’impresa e del lavoro ormai fortemente influenzato dall’Intelligenza Artificiale.

Organizzato da Confindustria CNS e Randstad Italia, il convegno ha così approfondito i tanti aspetti del rapporto tra lavoro e IA, partendo da un preciso punto di vista: il divario tra esigenze delle aziende e offerta del mercato del lavoro.

Achille Carlini, presidente dell’Associazione degli Industriali del Centro Nord Sardegna, ha detto: «La Sardegna presenta le sue peculiarità, con un tasso di natalità tra i più bassi d’Italia e una percentuale di abbandono scolastico invece tra le più alte, all’interno di un contesto generale in rapidissima evoluzione con l’esplosione del ricorso all’Intelligenza Artificiale. Il rischio è che un’innovazione così potente possa comportare la morte di tante professionalità semplici, di basso livello, senza che si formino nuove competenze e si creino nuovi lavori».

Attualmente ci sono aziende al cui interno si confrontano tre generazioni di lavoratori. Occorre allora essere pronti all’innovazione, evitando di sentirsi obsoleti. Ci sono poi elementi più specifici da analizzare: per esempio, nel settore dell’edilizia l’età è molto alta, 45-60 anni, senza ricambio. E le professioni più richieste: la difficoltà nel reperimento di tecnici ingegneristici è addirittura del 91,7 per cento, così come è difficile reperire figure che provengono dagli Its.

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