Il boom dei prezzi svuota le tasche dei sardi: frutta, pane, latte e carne alle stelle
Fare la spesa costa 1.824 euro in più all’anno rispetto al 2021, aumenti che gli stipendi e le pensioni non riescono più ad arginarePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’inflazione non lascia scampo a lavoratori e pensionati, soprattutto se sardi. I prezzi di acqua, latte, pane, benzina e altri beni primari sono schizzati alle stelle, mentre stipendi (con contratti fermi anche da oltre 10 anni) e pensioni (l’ultimo aumento è stato di 4 euro) non riescono minimamente ad arginare l’aumento dei prezzi.
E la povertà si riflette anche sulla salute, perché – in queste giornate torride – non tutti possono permettersi di pagare gli alti costi dell’energia elettrica per le pompe di calore o rivolgersi a medici o strutture private per curarsi.
Carrello vuoto
Quest’anno fare la spesa costa 1.824 euro in più all’anno rispetto al 2021. È il dato che emerge dall’ultimo aggiornamento dell’osservatorio nazionale del Centro consumatori Italia (Cci). La spesa media mensile di una famiglia è passata dai 480 euro del 2021 (dato Istat) ai 632 euro di giugno di quest’anno. Un incremento di 152 euro al mese, pari a 1.824 euro in più all’anno (+ 32%).
Alcuni esempi di quanto sono aumentati mediamente alcuni prodotti in cinque anni: il latte fresco è passato da 1,60 a 2 euro; l’affitto di un bilocale da 700 a 850 euro; il caffè da 1,10 a 1,40; la bombola da 15 kg con consegna da 35 a 40 euro; pizzetta al taglio da 2 a 2,50 euro; il pane è passato da 3,03 euro al chilo nel 2021 a 4,99 euro nel 2026, la pasta da 1,34 a 2,19 euro. I limoni sono saliti da 1,84 a 3 euro, le carote da 1,27 a 2 euro, le patate da 1,19 a 1,95 euro. Rincari anche per la carne: il pollo è passato da 4,22 a 7,60 euro al chilo; le cosce di pollo da 3,70 a 6,90 euro; il macinato di vitello da 7,99 a 14,45 euro al chilo; il prosciutto cotto da 18,34 a 28 euro al chilo.
Il paradosso
«Un bagno di sangue», Simone Girau, vice presidente di Adiconsum, va al sodo, e parla senza mezzi termini di «speculazioni». Poi noi sardi paghiamo il fatto di essere su un’isola. «L’insularità – aggiunge Girau – è una tassa che sborsiamo in più rispetto al resto d’Italia».
Andrea Artizzu
