Alberto Cellino eletto presidente di Confindustria Sardegna. Questa mattina la scelta, arrivata all’unanimità, del Consiglio di Presidenza. Cellino succede a Maurizio de Pascale. 

Chi è – Nato a Cagliari nel 1966 e cresciuto all'interno della realtà imprenditoriale fondata dal padre Ercole, Alberto – fratello di Massimo Cellino, ex presidente del Cagliari e patron del Brescia - è l’imprenditore industriale che da oltre quarant'anni guida il Gruppo Cellino, una delle principali realtà agroalimentari italiane, con una presenza consolidata lungo l'intera filiera cerealicola e alimentare.

«Nel corso della sua attività imprenditoriale, – spiega una nota di Confindustria – Cellino ha dimostrato come sia possibile coniugare crescita economica e responsabilità sociale attraverso un modello industriale fortemente integrato, capace di coniugare tradizione, innovazione, sostenibilità e valorizzazione del territorio, affermandosi come punto di riferimento nei settori della molitura, della produzione di pasta, dei prodotti da forno, della mangimistica, della logistica e della grande distribuzione organizzata».

Le priorità – «Accolgo questo incarico con orgoglio, entusiasmo e con un grande senso di responsabilità per le sfide che ci attendono», le parole del neopresidente. Che aggiunge: «Le priorità sono chiare e sono quelle per cui da tempo si batte la Confindustria: continuità territoriale delle merci, riduzione del costo dell'energia, investimenti nelle infrastrutture materiali e digitali, valorizzazione dei giovani. Confindustria Sardegna sarà una casa aperta al dialogo, al confronto e alla collaborazione con le istituzioni e tutti gli attori economici e sociali, nella convinzione che lo sviluppo si costruisca attraverso la condivisione degli obiettivi e la capacità di fare squadra».

«Il mio impegno – prosegue Alberto Cellino – sarà quello di rappresentare con forza tutte le imprese sarde, ascoltarne le esigenze e tradurle in proposte concrete. Siamo chiamati a creare le condizioni affinché fare impresa in Sardegna non sia una sfida quotidiana, ma un'opportunità concreta di sviluppo».

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