«Una continua e inesorabile perdita di attività commerciali e di lavoratori dipendenti, con la relativa ricchezza prodotta che viene “lasciata” sul territorio».

È l’allarme lanciato dal Centro Studi di Confesercenti per la situazione vissuta dal comparto del commercio nella provincia di Cagliari. 

«Da una analisi del nostro Centro Studi evidenziamo che, per ogni 10 euro di spesa fatta nel circuito delle imprese "fisiche", ben 7 euro restano ancorati al territorio, producendo sviluppo e economia positiva» - commenta Nicola Murru, Direttore della Confesercenti Provinciale di Cagliari – mentre su ogni 10 euro di spesa fatta online, ben 7 euro vanno al di fuori del nostro territorio, producendo una perdita secca per l'economia del nostro sistema di distribuzione commerciale».

I NUMERI – «Tra il 2019 e il 2025 – evidenzia Murru – le imprese del commercio registrate nella "vecchia" provincia di Cagliari sono passate da 12.276 a 10.332, con un saldo negativo di 1.944 imprese e con una diminuzione della ricchezza sul territorio stimata in 292 milioni di euro. Ovviamente questa situazione produce un effetto estremamente negativo anche sull'occupazione: infatti, dal 2019 al 2025 registriamo una forte contrazione dei soggetti impiegati nel settore del commercio (il valore comprende sia gli indipendenti che i dipendenti), che passano da 26.345 a 25.115, con una flessione di 1.230 operatori che in percentuale corrisponde al -11,5% della forza lavoro in sei anni», conclude Murru.

QUALE SOLUZIONE? – «Questa fotografia ci pone davanti alla necessità di trovare immediate soluzioni - commenta Marco Medda, presidente Confesercenti Provinciale di Cagliari – perché ogni micro e piccola impresa presente nel nostro tessuto urbano che chiude i battenti genera una serie di condizioni negative, legate sia alla perdita di fatturato di quell'impresa, sia dei posti di lavoro, sia relativamente ai rapporti "indiretti": si perde il valore di un affitto, oltre ai rapporti con i fornitori di merci e servizi e alle minori entrate in termini di imposte locali. A questi occorre aggiungere altri fattori difficilmente quantificabili, come l'impoverimento dei centri urbani e la loro progressiva ma inesorabile desertificazione. Il sistema delle vendite online non è di per sé negativo, ma deve essere integrato alla quotidiana attività di vendita dei negozi tradizionali, per aiutarli a crescere con il loro fatturato. Occorre una forte presa di coscienza della politica – prosegue Medda – per creare condizioni strutturali per l'inversione di tendenza finalizzata alla crescita del commercio di prossimità». E proprio per questa ragione che la Confesercenti Provinciale di Cagliari ha organizzato una raccolta firme per il sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la riqualificazione urbana e la creazione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZES PRO) posta in essere dalla Confesercenti Nazionale.

Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 9 settembre, in via Sant’Alenixedda, dalle ore 8.30 alle 12.30. Il secondo banchetto sarà presente giovedì 10 settembre in Piazza Repubblica, dalle ore 10.00 alle 13.00.

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